Olga Tokarczuk, chi si ferma si fa pietra



Dietro l’apparenza di una Wunderkammer popolata di mummie e preparati sotto formalina, il variegato collage postmoderno di Olga Tokarczuk, I vagabondi (traduzione di Barbara Delfino, Bompiani, pp. 384, euro 20,00) riproduce nella sua struttura l’intrico del sistema circolatorio, forse ancora più nitido allorché il fluire del sangue viene rimpiazzato dalla algida sostanza di cui gli anatomopatologi che popolano queste pagine vanno alla ricerca per rendere eterna l’instabile natura degli organi corporei. Il romanzo – una sorta di silva rerum dei … Continua


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