oggi la sentenza per Luca Traini


“Volevo fare giustizia contro pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell’immigrazione”

Luca Traini

È attesa per oggi per sentenza di primo grado nel processo a carico di Luca Traini, il giovane di Tolentino (MC) che la mattina del 3 febbraio scorso esplose diversi colpi di pistola a Macerata, ferendo sei immigrati.

L’aggressore era stato arrestato subito dopo la sparatoria e ora, a distanza di pochi mesi, rischia una condanna a 12 anni di carcere per strage, tentato omicidio plurimo, porto abusivo di armi e danneggiamenti con l’aggravante dell’odio razziale.

L’ultima udienza del processo si è aperta stamattina a Macerata e il giovane ha preso la parola per una lunga dichiarazione spontanea, nel corso della quale si è voluto scusare con le persone colpite, sottolineando che in quel gesto non c’era alcun movente razziale:

Non provo nessun odio razziale, volevo fare giustizia contro pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell’immigrazione: anche la mia ex fidanzata assumeva sostanze. In carcere ho maturato una nuova cognizione dei fatti. Volevo giustizia per Pamela.

La Pamela a cui si riferisce Traini è la giovane Pamela Mastropietro, fatta a pezzi nel gennaio scorso alle porte di Macerata. La sparatoria era stata compiuta da Traini pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo mutilato della giovane, nascosta in due diversi trolley.

Per quel fatto si trova in carcere il 29enne nigeriano Innocent Oseghale, che nega l’omicidio e conferma però di aver fatto a pezzi il corpo quando Pamela era già deceduta dopo aver assunto della droga.

Traini, stamattina, ha spiegato in aula di aver lavorato molto su se stesso in questi mesi di carcere:

In carcere ho capito che il colore della pelle non c’entra. Chiedo scusa alle persone che ho ferito e che sono qui in aula. Ho capito di aver sbagliato.

La sentenza dovrebbe arrivare in giornata o, al più tardi, entro domani.




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Autore dell'articolo: admin