Nuto Revelli e gli archivi parlanti dei vinti. Ieri e oggi


«Non sono i fascisti che ci preoccupano. I fascisti – lo grido ben forte, perché li ho visti con i miei occhi – non sono dei combattenti. I fascisti li temiamo e li odiamo, sottolineo li odiamo, perché arrivano sempre dopo le operazioni di guerra, arrivano sempre dopo i rastrellamenti, al seguito dei tedeschi. I fascisti sono feroci nelle rappresaglie contro la popolazione, contro gli inermi». Scriveva Nuto Revelli, morto quindici anni fa e nato cent’anni fa. Le ricorrenze lasciano … Continua

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