Nureyev – The White Crow: trailer, trama e foto del biopic di Ralph Fiennes


Nureyev – The White Crow: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film biografico di Ralph Fiennes nei cinema italiani dal 25 luglio 2019.



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Nella Giornata Internazionale della Danza, promossa dall’International Dance Council dell’UNESCO, Eagle Pictures porta nei cinema d’Italia a partire dal 25 luglio il film dedicato alla leggenda della danza mondiale, Nureyev – The White Crow diretto e interpretato da Ralph Fiennes e presentato al Torino Film Festival e al London Film Festival.

Il film, tratto dalla biografia “Rudolf Nureyev: The Life” scritta da Julie Kavanagh, racconta la vita del leggendario ballerino Rudolf Nureyev, dall’infanzia nella gelida città sovietica di Ufa, fino agli anni trascorsi a Leningrado nella scuola di danza. Orgoglioso e ribelle, ‘Rudy’, a soli 22 anni, entra a far a parte della rinomata Kirov Ballet Company, con la quale va a Parigi nel 1961, per la sua prima tournée al di fuori dell’Unione Sovietica. Gli ufficiali del KGB, però, lo marcano stretto, diffidando enormemente del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con la giovane parigina Clara Saint. Per questo motivo al ballerino viene comunicato che non potrà andare a Londra con la compagnia e dovrà essere immediatamente rimpatriato per esibirsi al Cremlino. All’improvviso Nureyev comprende che sta pagando caro il prezzo della sua libertà e decide di chiedere asilo politico alla Francia.

Nureyev è interpretato dal giovane Oleg Ivenko, mentre Ralph Fiennes, oltre a dirigere il suo terzo film, si ritaglia il ruolo di Alexander Pushkin, famoso insegnante di danza.

 

 

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È stato quasi 20 anni fa che l’attore e regista Ralph Fiennes ha letto per la prima volta la biografia scritta da Julie Kavanagh sul leggendario ballerino russo Rudolf Nureyev dal titolo “Rudolf Nureyev: The Life”. Fiennes e Kavanagh erano amici e la scrittrice sapeva bene che il giovane attore era affascinato dalla cultura russa. “Sebbene non avessi un grande interesse per il balletto e non conoscevo molto di Rudolf Nureyev, sono stato colpito dalla storia dei suoi primi anni”, ricorda Fiennes. “La sua giovinezza a Ufa, nella Russia degli anni ’40, i suoi anni da studente di danza a Leningrado – adesso San Pietroburgo – per poi arrivare alla decisione di emigrare in Occidente nel 1961. Quella storia mi è entrata dentro”. Anche se sarebbero passati altri 10 anni prima che Fiennes facesse il suo debutto alla regia con Coriolanus nel 2011, sentiva che la storia della vita di Nureyev sarebbe stata particolarmente adatta per il cinema anche allora. “La storia secondo me era perfetta per ricavarne un film. Non mi vedevo di certo a dirigerlo personalmente. Era solo un’idea”, spiega. “È così drammatico e tocca tantissimi temi. Ha una dinamica interiore molto personale, la spinta per realizzare se stessi e la spietatezza che ne consegue. E c’è anche il contesto del divario ideologico tra est e ovest al culmine della Guerra Fredda”.

 

 

Anche la produttrice Gabrielle Tana ha riconosciuto il potenziale filmico di quella particolare parte della vita di Nureyev. Tana ha prodotto entrambi i progetti di Fiennes, Coriolanus e The Invisible Woman e ha suggerito lei l’adattamento drammatico della biografia di Kavanagh. Tana aveva un attaccamento molto personale all’argomento. Da bambina è stata una ballerina fino all’età di 17 anni e aveva visto Rudolf Nureyev ballare con Margot Fonteyn al Royal Ballet da ragazza. La giovane Tana aveva persino incontrato personalmente Nureyev in un paio di occasioni, poiché la madre di Tana era amica di un amico di Nureyev.”La sua vita era così affascinante”, dice Tana con entusiasmo. “Era irresistibile ed eccezionale sia come persona che come artista. Ha portato la danza su un altro livello. Era una superstar”. Fiennes e Tana furono attratti dalla caratteristica di Nureyev di voler sempre catturare l’attenzione. Prima di Nureyev, lo sguardo del pubblico era principalmente rivolto verso le ballerine, i ballerini di sesso maschile effettivamente sul palco erano come delle statue, forti e belle. “C’era uno spirito in lui, qualcosa che era più forte di lui o di qualsiasi altra cosa”, spiega Tana. “Era ossessionato dalla danza e ossessionato dal rendere la sua immagine sul palco la più significativa possibile. Voleva essere accattivante come le ballerine e così ha reinventato la performance maschile. È diventato molto più drammatico. Non era lì solo al servizio della ballerina. Era un attore drammatico in tutto e per tutto. Anche Vaslav Nijinsky ha fatto la stessa cosa, ma Nureyev ne era molto più consapevole. Voleva essere sicuro che tutti lo stessero osservando”. Fiennes e Tana non erano interessati a fare un film biografico sulla vita di Nureyev. “Era quel personaggio, quella volontà di Nureyev che gli ha fatto capire di essere un artista, che mi ha davvero catturato”, dice Fiennes. “Volevamo fare un film su qualcuno che fosse eccezionale e che fosse andato contro ogni convenzione”, concorda Tana. “Non era una cosa consapevole, era qualcosa più forte di lui. Voleva essere il migliore in quello che faceva. Non sarebbe stato frenato o avrebbe preso ordini da nessuno”.

 

 

 


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Autore dell'articolo: admin