nuova nave per salvare i migranti


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Con una nota ufficiale, la Ong francese Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere annunciano di essere tornare in mar per salvare i migranti con la nave Ocean Viking. Fino al 2018, le stesse organizzazioni hanno avuto a disposizione la nave Aquarius, finita nel 2018 al centro di un’inciesta per lo smaltimento di vestiti e scarti infetti. L’Ocean Viking, che batte bandiera norvegese, può accogliere fino a 200 migranti e si sta già dirigendo verso il Mediterraneo.

“Purtroppo – spiegano nella nota congiunta le due organizzazioni – le persone continuano a morire in mare e a subire terribili sofferenze in Libia e mentre i governi europei restano indifferenti, come organizzazione medico-umanitaria non possiamo evitare di continuare a soccorrerle”.

Sam Turner, capo missione di Medici senza frontiere per le attività di ricerca e soccorso, sottolinea che se da una parte i governi europei si concentrino sulla cosiddetta crisi migratoria, dall’altra tacciono sulla crisi umanitaria che imperversa nel Mediterraneo e in Libia.

“I governi europei vogliono far credere che la morte di centinaia di persone in mare e la sofferenza di migliaia di rifugiati e migranti intrappolati in Libia siano un prezzo accettabile per le politiche di controllo della migrazione. La cruda realtà – continua – è che mentre sbandierano la fine della cosiddetta crisi migratoria in Europa, fanno consapevolmente finta di non vedere la crisi umanitaria che queste politiche perpetuano in mare e in Libia. Queste morti e sofferenze sono evitabili e finché continueranno, non possiamo restare a guardare”.

In Italia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini sottolinea che i dati relativi agli sbarchi siano in netto calo rispetto al recente passato, ma Sos Mediterranee e Mds insistono sul fatto che quella del Mediterraneo aia la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Magari sono diminuiti gli sbarchi, ma sono in aumento gli annegamenti.

“Questo tratto di mare resta la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Quest’anno almeno 426 uomini, donne e bambini hanno già perso la vita durante la traversata, 82 dei quali in un naufragio appena due settimane fa. Nei primi sei mesi del 2019, il rischio di annegare è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2018, solo considerando le morti note. Come se non bastasse, le navi commerciali si trovano in una posizione insostenibile, prese tra l’obbligo di soccorrere imbarcazioni in difficoltà e il rischio di rimanere bloccate in mare per settimane per la chiusura dei porti italiani e l’incapacità degli Stati europei di concordare un meccanismo per gli sbarchi”.


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Autore dell'articolo: admin