“Non siamo i tuoi passacarte”


È stato un Consiglio dei Ministri particolarmente intenso, come i numerosi attacchi a distanza tra i due vicepremier avevano lasciato intuire, quello che si è svolto ieri sera a Palazzo Chigi per ben quattro ore e che si è concluso con un’approvazione a metà del tanto discusso Salva Roma, voluto da Luigi Di Maio e respinto da Matteo Salvini.

L’appuntamento per le 19 di ieri era stato fatto slittare alle 20, ma a quell’ora mentre tutti erano pronti a iniziare, di Luigi Di Maio non c’era alcuna traccia. Il vicepremier M5S, infatti, era impegnato nella registrazione di DiMartedì su La7 e si è presentato a Palazzo Chigi soltanto alle 21, scatenando ovviamente l’ira di Salvini che nel frattempo, in piena riunione, è sceso in cortile per annunciare ai giornalisti presenti lo stralcio del Salva Roma.

Una mossa, quella di Salvini, che avrebbe fatto infuriare Giuseppe Conte, pronto a riprenderlo al suo rientro in riunione – “Il Cdm è un organo collegiale. Non siamo qui a fare i tuoi passacarte. Devi portare rispetto a me e a ciascuno dei ministri che siedono intorno a questo tavolo“, lo riferisce l’AdnKronos – anche perchè si trattava di una comunicazione vera soltanto a metà.

Il Salva Roma, infatti, non è stato stralciato, ma mutilato. Al termine del Cdm, infatti, è stato precisato che sono stati eliminati i commi 2, 3, 4, 5 e 6, mentre sono stati approvati i commi 1 e 7. Sugli altri, come riferito dal Movimento 5 Stelle, “deciderà il Parlamento:

È un punto di partenza, siamo sicuri che il Parlamento saprà migliorare ancora di più un provvedimento che, a costo zero, fa risparmiare soldi non solo ai romani ma a tutti gli italiani.

Nessun problema, invece, per la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche, approvata in Cdm con il tetto dell’indennizzo diretto aumentato da 100mila a 200mila euro.

Conte, Salvini e Di Maio


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Autore dell'articolo: admin