“Non si può essere poveri lavorando”


Sit-in anche davanti alla Casaleggio Associati da parte di un gruppetto di rider.

Landini durante la protesta dei driver di Amazon

In tutta la Lombardia oggi hanno scioperato i driver di Amazon e hanno anche manifestato in piazza XXY Aprile. La regione vale ben il 60% del mercato nazionale del colosso dell’e-commerce. I sindacati lombardi CGIL, CISL e UIL che hanno organizzato il presidio hanno spiegato i motivi dell’agitazione di oggi:

“Torniamo a scioperare nella filiera di Amazon per denunciare i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i driver che tutti i giorni consegnano i pacchi nelle case dei consumatori digitali […] Le aziende in appalto per accaparrarsi qualche rotta in più spremono i dipendenti per consegnare tutto ciò che gli è stato assegnato anche quando il furgone è colmo di pacchi. Non si prendono in considerazione le condizioni meteo, la lunghezza dei tragitti, il traffico. L’importante è consegnare tutto e velocemente. Durante il periodo di novembre e dicembre il numero dei dipendenti assunti per le consegne dalle aziende in appalto ad Amazon è triplicato ma erano tutte assunzioni a tempo determinato”

Alla manifestazione è intervenuto anche il segretario della CGIL Maurizio Landini, il quale ha detto:

“I driver di Amazon scioperano perché li stanno sfruttando, ma noi ci pensiamo alla qualità del lavoro di chi ci dà il servizio che abbiamo richiesto? Se le persone che lavorano a prescindere dal rapporto di lavoro che hanno non hanno gli stessi diritti è la base da cui partire per la contrattazione inclusiva che sosteniamo come sindacato. Mai come oggi il lavoro è stato frantumato con diritti diversi e in competizione tra di loro e non si può essere poveri lavorando

Annamaria Furlan, segretario generale della CISL, è invece intervenuta sulla questione via Twitter e ha scritto:

“Bisogna far rispettare i contratti e tutelare la dignità di tutti i lavoratori della Gig Economy. No ad ogni forma di sfruttamento, a carichi di lavoro eccessivi, a mancata sicurezza”

Intanto oggi gruppo di rider ha protestato anche sotto alla sede della Casaleggio Associati e hanno esposto uno striscione con il messaggio:

“Di Maio il rider non ci casca, al decreto sicurezza preferiamo Vallanzasca!”

I rider hanno diffuso un comunicato, firmandolo Deliverance Milano, Deliveroo Strike Riders e Punto di Svolta, e hanno scritto:

“Come rider rivendichiamo diritti, garanzie e tutele. Reddito e sicurezza sul lavoro. Diritti sindacali e riconoscimento del nostro status di lavoratori. Ad oggi non sono arrivate risposte concrete né da parte del governo né da parte delle aziende”. I tre gruppi spiegano di aver “posto sul tavolo e all’attenzione di tutti le nostre proposte, una legge per il riconoscimento della subordinazione e una serie di punti inderogabili che dovevano essere inseriti in qualsiasi provvedimento normativo in grado di disciplinare il settore, un contratto o un accordo. Finora non abbiamo ricevuto alcun riscontro”

La replica di Amazon ai driver

Amazon ha replicato spiegando che tutti i fornitori dei servizi di consegna sono tenuti a rispettare un codice di condotta e, in particolare, devono assicurare che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti, rispettino il codice della strada e guidino in modo sicuro. Per quanto riguarda i carichi di lavoro, Amazon scrive:

“Il numero di pacchi da consegnare si basa sulla densità dell’area in cui devono essere effettuate le consegne, sulle ore di lavoro, sulla distanza che devono percorrere. Amazon assegna le rotte ai fornitori di servizi di consegna che poi le assegnano ai loro autisti sulla base della loro disponibilità […] Circa il 90% degli autisti termina la propria giornata di lavoro prima delle 9 ore previste. Nel caso in cui venga richiesto straordinario, viene pagato il 30% in più come previsto dal contratto nazionale Trasporti e Logistica; abbiamo un programma di audit che funziona in maniera continuativa per garantire la conformità con il nostro Codice Fornitore e i requisiti legali. Da questi audit ci risulta che i pagamenti degli stipendi sono effettuati in maniera regolare”




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Autore dell'articolo: admin