“Non è in discussione la linea euro-atlantica”


Confido che il 9 aprile il nostro Memorandum con Pechino sull’iniziativa Belt and Road – una delle tante intese che verranno firmate, voglio precisare – non desterà più grande attenzione“. Così Il Premier Conte, nel corso delle comunicazioni rese alla Camera in vista del prossimo Consiglio Europeo del 21 e 22 marzo, ha commentato il memorandum sulla ‘nuova Via della seta‘ con la Cina che, ha assicurato il Premier, “è squisitamente economico-commerciale e non mette minimamente in discussione la nostra collocazione euro-atlantica“.

In questi giorni è alta l’attenzione della pubblica opinione verso i contenuti e le finalità di questo documento. Come ho avuto modo di evidenziare pubblicamente, non è un accordo internazionale e non crea vincoli giuridici“. E poi: “Se proprio volessimo definirlo possiamo più correttamente ragionare di una ‘intesa programmatica’ che, ribadisco, pur non dando luogo a impegni giuridicamente vincolanti, delinea obiettivi, principi e modalità di collaborazione nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road, grande progetto di connettività euroasiatica che sin dal suo lancio, nel 2013, ha attirato l’interesse dell’Italia“.

Il Premier ha poi aggiunto che il memorandum con Pechino è “pienamente legittimo” ed è “giustificato proprio alla luce dei nostri interessi nazionali: possiamo potenziare il nostro export verso un mercato di enormi dimensioni“. E poi ha aggiunto: “Per questa via possiamo potenziare il nostro export verso un mercato di enormi dimensioni. Le nostre imprese avranno la chance di essere partecipi della realizzazione di nuovi e importanti investimenti infrastrutturali. La nostra Penisola e segnatamente i nostri porti e i nostri scali commerciali non saranno bypassati dai nuovi traffici, ma potranno anch’essi godere, a pieno titolo, dei vantaggi economici e valorizzare la loro posizione geografica di ‘terminali naturali’ di questa nuova ‘Via della Seta’“.

Conte ha inoltre rivendicato il ruolo di ‘apripista’ dell’Italia rispetto all’Unione Europea: “Se non saprà rimanere unita, l’Ue non potrà essere forte né competitiva, prima di tutto sul piano politico, nel definire e nel perseguire la propria posizione in ordine a priorità, come Brexit, clima, crescita, rapporto con la Cina“.


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Autore dell'articolo: admin