Non colpire sotto la cintura


Viva gli sposi! Marco supera la soglia di casa con Anna in braccio e richiude la porta su amici e parenti che lanciano riso. Depone con dolcezza la moglie sul divano, scosta il velo, la bacia teneramente. Applausi. Poi lei si slaccia il vestito un po’ stretto e si mette a chattare, lui comodo sulla poltrona con una bella birretta gelata.
Pochi istanti dopo suonano alla porta con sobria insistenza. Marco apre e dietro un gigantesco mazzo di fiori fa capolino… il Cavalier Gomez in persona! Gomez, il Patron di Zeta la gigantesca catena di distribuzione porta a porta dove Anna lavora come magazziniera. Bruttino è bruttino, bassetto è bassetto, ma sempre sorridente, elegante e ricco da far schifo. Fa gli auguri Gomez, si complimenta e sorridendo sorridendo mostra a Marco un contratto dove in una nota in calce si parla di Jus primae noctis. E che è? Latino, dice Cavalier Gomez e gli spiega tutto come se parlasse a un bambino di otto anni. Quando Marco finalmente realizza, Anna abbassa gli occhi a terra e sussurra che lei ha firmato senza leggere quelle note piccole piccole piccole lì in basso al foglio. Gomez -che non vuol certo passare per uno che se ne approfitta- allora dice che se crede il contratto lo strappiamo e chi s’è visto s’è visto… anche se perdere uno stipendio sicuro coi tempi che corrono… no, Marco proprio non se la sente e sia pur obtorto collo (pure questo è latino infatti lo dico io mica lui), il meschino deve ammettere che Cavalier Gomez ha i suoi diritti. Così lei muta, incapace di reagire, precede Gomez nella stanza da letto e la porta si richiude su Marco che si rimette tranquillo sulla poltrona con la sua birretta ancora abbastanza fredda. Fin troppo tranquillo perché tanto lei, dice rivolto alla macchina da presa, ha la cintura di castità! Ah,ah.
Risate, applausi e parte la pubblicità. STOP! urla il regista.
Siamo sul set di Cinture la sit-com campione di ascolti in diretta su Rete Zeta che tocca il tema caldo del momento: la reintroduzione della cintura di castità, fenomeno di costume che oggi divide il popolo in favorevoli e contrari come una volta si divideva sullo jus soli. A interpretare la giovane e bella protagonista Anna un’attrice che guarda caso fa di nome Anna pure lei. Dopo anni e anni di particine secondarie la nostra Anna ha finalmente un ruolo da protagonista e mo’ state pur certi che intende tenerselo ben stretto. Questo come attrice. Come donna invece, Anna è fortemente combattuta tra una carriera che non osa compromettere e i valori veicolati da Cinture che lei non condivide nemmeno un poco.
Fine ultimo spot, motore, luce rossa, azione: orbene, sorride Gomez in primo piano, queste chiavi? E mica le tengo io le chiavi della cintura, dice Marco, quelle le tiene mio suocero perché non gli ho ancora finito di pagare la dote. Risate. Chiama il suocero. Arriva il suocero, un vecchio di nome Tullio magro e nervoso con una gamba fessa. Tullio capisce al volo la situazione: se non consegna le chiavi della cintura sua figlia perde il posto, ma se le consegna Marco prenderà la palla al balzo per non estinguere il debito nei suoi confronti. E questo Tullio non se lo può permettere. Il fatto è che il pover’uomo vive nel ricordo della sua seconda moglie Rosaria e quei soldi gli servono per costruire una piccola cappella da dedicarle in mezzo al cortile del Lotto K, il rione popolare dove abita. Già, quel famigerato Lotto K che i narcos hanno militarizzato e trasformato nella prima piazza di spaccio del Meridione. Non si muove foglia a Lotto K, che don Gaetano Carone non voglia per cui da anni Tullio si rende utile al boss col fine di ottenere il permesso di costruire la sua cappella. E ora che il permesso l’ha ottenuto, per realizzare il suo sogno di santificare Rosaria gli mancano solo i soldi di quel debosciato. Per questo si è scapicollato a casa della figlia… e invece quel pesciabrodo del genero l’aveva chiamato solo per metterlo in difficoltà davanti al Cavalier Gomez! Volano gli stracci e il suocero se ne va via. Con le chiavi. Risate e applausi. A questo punto a Marco e Cavaliere non resta che consultare un Giudice di Pace via skype.
Il Giudice, un chiattone con un bel mantello d’ermellino spolverato di forfora sulle spalle, li ascolta con attenzione e apre il Nuovo Codice di Procedura Civile a pagina 1269:
(…) se lo Jus primae noctis è inserito in contratto registrato esso ha priorità sui debiti pregressi, e in presenza di cintura e assenza di chiavi intervenga un fabbro, l’avente diritto eserciti le sue prerogative e poscia venga apposto nuovo lucchetto fino a estinzione debito pregresso (…)
Risate. A Marco non resta che cercare un fabbro per il pronto intervento… STOOP! Il regista salta sulla sedia: chi cazzo ha dato lo stop? quella sciroccata di Anna che ora urla come un’ossessa: ma chi ha scritto ‘sta robba? basta! questo è un copione troppo maschilista! abbandona il set e si rifugia in camerino. In preda a una crisi di nervi e di identità. Dopo anni di dura gavetta di provini e non solo, finalmente un ruolo da protagonista e che ruolo è? una donna-oggetto cinturata che se ne sta lì a sorridere carina mentre gli altri decidono del suo corpo! Piange Anna, piange piange piange e il trucco le si scioglie. Ma piangendo piangendo compone un numero di telefono…
Ma guarda ‘sta stronza che si atteggia a prima donna, sibila il regista mentre bussa al suo camerino: Anna porca vacca siamo in diretta e la pubblicità sta per finire! Silenzio. Poi la porta si apre e Anna che si è ricomposta accetta di tornare sul set, ma a una condizione: il fabbro lo scelgo io. Il regista guarda l’orologio e dice ok ok… motore! luce rossa, azione… e così al posto dell’attore scritturato per fare il fabbro sul set arriva Ginetta, una stunt-girl muscolosa con un mezzo toscano spento tra i denti. Al regista, quando Ginetta entra in scena, pare che con Anna si scambi uno sguardo d’intesa, ma forse è solo suggestione. Marco e il Cavaliere si guardano interrogativi: e questa da dove spunta fuori? il regista fa loro nervosamente cenno di andare avanti e la fabbra subito si mette ad armeggiare con i suoi ferri tra le gambe aperte di Anna. Ma la cintura non cede. La soluzione dice accendendosi il mezzo toscano, é che si va tutti all’officina attrezzata sul mio furgone parcheggiato qui fuori di fronte alla casa, per usare in sicurezza il gas ceramizzante. Una volta ceramizzato l’acciaio del lucchetto una botta con la mazzola e via, il gioco è fatto. Non è in sceneggiatura ma al regista sembra una bella trovata e il piccolo corteo della troupe con lui in testa, tutti dietro ad Anna e Ginetta che apre il furgone all’interno del quale c’è effettivamente una piccola officina ben attrezzata. Anna ci sale sopra e subito Ginetta richiude il portellone in faccia a Marco e Cavalier Gomez che si guardano interdetti. A quel punto marito e datore di lavoro non fanno in tempo a dire né a né ba che con mossa fulminea la stunt estrae dalla salopette un flaconcino e li innaffia col suo spray al peperoncino. Risate, applausi e STOOP, STOOOP STOOOOP! strepita il regista prima di essere investito anche lui dallo spray. Quindi Ginetta monta su e sgomma via a tutta birra. E piangendo come un vitello il regista riesce a intravedere attraverso il lunotto posteriore che si allontana, Anna e Ginetta che si scambiano un bacio lungo e sensuale.

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