“Non c’è alcun rischio di patrimoniale”


“come ho sempre detto, non ci saranno manovre correttive”

Dopo le dichiarazioni di ieri, rilasciate nel corso della conferenza stampa indetta per la chiusura dei lavori al Fondo Monetario Internazionale, Giovanni Tria è tornato a parlare dello spauracchio di una patrimoniale, escludendo categoricamente l’ipotesi nonostante le pesanti clausole da disinnescare sull’aumento dell’Iva: “Non c’è alcun rischio di patrimoniale e sono contrario concettualmente perché colpirebbe al cuore i risparmi degli italiani e avrebbe un impatto distruttivo sulla crescita. Solo parlarne crea una tale incertezza che crea un danno forte all’economia. Parlare di questo significa creare allarme“.

Poi il titolare di via XX Settembre ha ribadito anche il ‘no’ ad una manovra correttiva: “Con questo Def abbiamo voluto dare anche un messaggio di stabilità nel senso che intanto il quadro macroeconomico che abbiamo presentato è completamente condiviso con tutte le istituzioni che fanno previsioni macroeconomiche. Il secondo messaggio è che nell’anno in corso, come ho sempre detto, non ci saranno manovre correttive, nel senso che quanto è stato deciso nella legge di bilancio e concordato con la Commissione europea verrà attuato, senza che questo comporti la violazione degli impegni presi con la Commissione europea. Il deficit rimane quello che avevamo stabilito“.

Per quanto riguarda il Pil in stagnazione, Tria ha detto che “con le misure che stiamo prendendo in questi giorni per il sostegno all’economia ci sarà speriamo un impatto positivo, seppur limitato sul tasso di crescita di quest’anno, anche se sarà molto basso, dello 0,2%, ma questo implica una crescita sostenuta già dal secondo semestre dell’anno“. Per la crescita bisognerà aspettare il 2020: “Per l’anno prossimo prevediamo una ripresa dell’economia, una crescita non fortissima dello 0,8%, il Fondo monetario stima dello 0,9%“.

Sulla flat tax, invece, Tria ha ribadito la sua ricetta per rientrare tra i paletti costituzionali: “Concettualmente per me va bene, prima di diventare ministro ne ho scritto a favore, ovviamente si dovrebbe mantenere quella progressività che è un dettato anche costituzionale e questo può essere fatto con una serie di deduzioni e immaginando un’area no tax. Una unica aliquota fiscale può essere un obiettivo. Il problema è agire attraverso una riforma progressiva. Io credo che sia necessario spostare sempre di più l’imposizione verso i consumi e meno sui redditi perché è un tipo di spostamento del peso fiscale che è più favorevole alla crescita; la mia è una mia posizione scientifica, non la posso confondere con la posizione della maggioranza di governo“.


Link Ufficiale: http://www.blogo.it/rss

Autore dell'articolo: admin