“No a guerre tra poveri”


I rom: “Qui ci sentiamo sequestrati, non siamo animali”.

Anche oggi gli abitanti di Torre Maura sono tornati in strada a presidiare il centro di accoglienza di via dei Codirossoni dicendo che non andranno via fino a quando non sarà trasferito l’ultimo rom e aggiungendo che si sentono abbandonati dalle istituzioni.

I manifestanti se la sono presa anche con i giornalisti, contro i quali hanno urlato di non essere razzisti, sottolineando che non c’è mai stato alcun atto contro una sola persona straniera nel quartiere, ma che ci sono tanti problemi ed è sbagliato raccontarne solo una parte facendoli passare per quello che non sono.

Dall’altra parte ci sono i rom che dicono di non essere cattivi e di sentirsi sequestrati in quel centro, dove sono in attesa di essere trasferiti. Alcuni di loro raccontano di aver provato a integrarsi e che i loro figli sono nati in Italia.

È intervenuta anche la Conferenza Episcopale Italiana tramite il suo segretario generale, Monsignor Stefano Russo, che ha detto che serve “uno sguardo alle persone” e “attenzione alla comunità” per “evitare guerre tra poveri” e ha aggiunto di essere preoccupato per la “strumentalizzazione di alcune situazioni da part della politica”.

L’assessore alla Scuola del Campidoglio Laura Baldassarre, intervenendo alla presentazione del rapporto del Centro Astalli, oggi, in riferimento ai fatti di Torre Maura, ha detto:

“Abbiamo un sistema di accoglienza diffusa nel territorio lavorando con tutte le realtà in rete ma non c’è solo l’attenzione all’accoglienza ma anche all’inclusione. C’è un lavoro che abbiamo fatto anche nelle scuole”

Intanto oggi è prevista la consegna in Procura dell’informativa della Digos sulle proteste anti-nomadi di questi giorni: gli investigatori stanno cercando di identificare gli autori delle violenze e accertare le singole responsabilità.

Torre Maura


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Autore dell'articolo: admin