Niente manovra correttiva. Almeno per il momento


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La campagna elettorale per le europee è alle porte, e rischia di tenersi sotto lo sguardo inciprignito di Bruxelles, concentrata sulla tenuta dei conti pubblici italiani. Tanto che riemerge, dopo qualche settimana di pausa, la questione spinosissima di una eventuale manovra bis, per rimettere in sesto le finanze nazionali dopo il rallentamento della produzione industriale, l’ingresso in una recessione tecnica e la previsione al ribasso della crescita del Pil.

Voci ancora tutte da verificare, anche perché l’Europa stessa smentisce le anticipazioni di stampa su un imminente scappellotto al governo italiano. Ma impossibili però da eliminare, tanto che restano lì al centro del dibattito, se non altro per essere liquidate dallo stesso presidente del Consiglio.

Tutta colpa della congiuntura

La prima smentita ufficiale giunge, come di prammatica, da un esponente del governo non di primissimo piano. Niente premier, niente ministro dell’economia. Parla il sottosegretario Massimo Garavaglia. Dice: “Una manovra bis non ha senso adesso”. Il fatto è che “c’è stata una frenata dell’economia internazionale molto forte “. In altre parole, è tutta colpa della congiuntura economica.

“Non c’è bisogno della manovra correttiva”

Poi tocca allo stesso Giuseppe Conte, che si presenta al question time del Senato e assicura: “Abbiamo presente il quadro macro-economico in Italia e nel resto d’Europa”, c’è’ “un rallentamento temporaneo” dell’economia ma “i nostri fondamentali economici restano solidi”.

Soprattutto “non ci facciamo dettare l’agenda da ipotesi. Alle ipotesi rispondiamo con risposte concrete. Non ci facciamo distrarre. Abbiamo impostato miliardi di euro che vanno solo spesi, meglio e più velocemente rispetto al passato”. Ancora più chiaramente: “non riteniamo necessaria alcuna misura correttiva. Già abbiamo adottato delle misure prudenziali che ci mettono al riparo.

Insomma, “confidiamo in specifici interventi della razionalizzazione della spesa pubblica” e nei benefici dei provvedimenti approvati finora.

Il governo, aggiunge confermando quanto già detto da Giovanni Tria,  “ha accantonato risorse sino a due miliardi di euro che potranno essere utilizzate o meno a seconda dello stato del ciclo economico”.

Salvini, ennesima polemica con l’Europa

Dall’Europa arriva prima una mano tesa. Peccato che poi nasca l’ennesima polemica tra Salvini e Juncker, già protagonisti in passato di battibecchi.

“Consiglio a tutti di distanziarsi da articoli fondati su fughe di notizie o fonti anonime. La Commissione non ha discusso questa questione. Non ha preso decisioni”, fa sapere sulle prime il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, commentando le indiscrezioni relative al Country Report sull’Italia che sarà diffuso la settimana prossima.

Poi però interviene il presidente della commissione esecutiva, e dedica al leader leghista una stilettata. Matteo Salvini “non è il ministro delle Finanze” taglia corto Jean-Claude Juncker rispondendo ai giornalisti che, a margine di una riunione del Comitato Economico e Sociale Europeo, gli chiedevano se Salvini sia troppo ottimista quando dice che in Italia non c’è alcun bisogno di una manovra correttiva.

Poteva attendere la replica del diretto interessato? Eccola:”Non esiste una manovra correttiva. Rispondo sulle cose che esistono e non su quelle che non esistono. Mi interessano gli italiani e non quello che dice Juncker”.

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(Afp)

Giuseppe Conte e Jean Claude Juncker 

La preoccupazione del Colle

Da Quirinale intanto si sottolinea: serve uno sforzo di realismo. Sergio Mattarella lancia un avviso ai naviganti dopo giorni di fibrillazioni e tocca due dei temi che più gli stanno a cuore, e a tratti lo preoccupano: l’economia reale e gli equilibri internazionali. Ma soprattutto invita ad avere “la capacità di avere attenzione e comprendere la realtà”, senza girare la testa dall’altra parte davanti ai problemi e con uno sguardo lungimirante mentre la campagna elettorale alle porte spinge a indicare ricette miracolistiche o a nascondere la polvere sotto al tappeto. Insomma chi ha ruoli politici e istituzionali deve avere “capacità di approfondimento fuggendo da approssimazione e improvvisazione. Studio e approfondimento sono elementi di cui il nostro Paese ha grande bisogno”. Sul piano internazionale ancora una volta il capo dello Stato invita ad evitare “tentazioni di chiusura in se stessi, per individui, gruppi sociali, per realtà nazionali” in tempi in cui serve invece “una riflessione adeguata, storicamente all’altezza del momento in tutti i Paesi”. Come dire: ci sono cose ben più grandi delle polemiche e delle incertezze

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Autore dell'articolo: admin