Nello slang della frontiera, violenza, natura, amore



Il western lirico dell’irlandese Sebastian Barry, Giorni senza fine (traduzione di Cristiana Mennella, Einaudi, pp. 220, euro 19,00) è una franca narrazione sulla nascita degli Stati Uniti, che in maniera disincantata restituisce i rapporti di forza tra i popoli coinvolti, immigrati, aborigeni, colonizzatori e colonizzati, sullo sfondo della Guerra di secessione. Per Barry, questo è anche un modo per alludere alle violenze inglesi in Irlanda; del resto, dal suo racconto, nonostante la profonda empatia riversata su tutti i personaggi, sono … Continua


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