Nella scenografica Euroma


All’arrivo dell’estate andavamo all’Eur, sia di notte che di giorno. In notturna, durante i giorni feriali; in diurna, nei pomeriggi delle domeniche. Tutto era cominciato a mezzanotte. Al suono della sveglia di mezzanotte e mezza, precisamente. Tre ore di sonno e via, in fretta e furia ci s’infilava le scarpe (si dormiva mezzi vestiti) ci si sciacquava e ancora intirizziti ci ammucchiavamo sugli autocarri dove venivano distribuite le bustine di plastica contenenti il cordiale. Un’ora buona di strada prima di … Continua

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