Nel frattempo nel Pd le correnti si schierano. In attesa di Minniti


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Il restante 49% di dubbi sulla candidatura di Marco Minniti potrebbe essere già fugato: l’ex ministro dell’Interno, che venerdì scorso si era detto convinto al 51% sulla sua candidatura a segretario Pd, tra oggi e domani potrebbe ufficializzare la discesa in campo.

Forse attraverso una intervista-manifesto a un quotidiano. Prima, comunque, dell’assemblea fissata per la giornata di sabato. In quell’occasione non arriverà, invece, la candidatura di Maurizio Martina che da segretario in carica dovrà intervenire davanti al parlamentino dem per ufficializzare le sue dimissioni davanti ai delegati. 

Cresce il fronte di Zingaretti

In campo, nel frattempo, c’è Nicola Zingaretti che ha fatto dell’allargamento del campo del centro sinistra uno dei pilastri della sua candidatura e che vede, in attesa del responso del congresso, allargare le fila dei suoi sostenitori. Il ‘grande elettore’ Paolo Gentiloni si è infatti schierato apertamente e in diretta televisiva, sottolineando da Fazio che il governatore della Regione Lazio potrebbe essere il protagonista di una nuova stagione per i dem. Anche Dario Franceschini ha rotto gli indugi e, dopo aver partecipare alla kermesse Piazza Grande, ha rotto gli indugi mettendo in campo la sua corrente.

Questa mattina, nella sala dei presidenti del Senato, si è tenuta una riunione di Areadem in cui è stato ribadito il sostegno congressuale alla candidatura di Nicola Zingaretti. Dario Franceschini, Piero Fassino e un centinaio di delegati, senatori e deputati democratici hanno discusso sui prossimi passaggi politici in vista del congresso del Pd.

“Questo congresso – ha sottolineato la coordinatrice di Areadem, Marina Sereni – sarà l’occasione per mettere il Pd nelle condizioni di costruire un’alternativa convincente al governo giallo-verde, pericoloso per il Paese. E anche noi, come altri partiti progressisti in Europa, e come i Democratici americani – siamo chiamati a cogliere e ad ascoltare una domanda di discontinuità rispetto agli anni piu’ recenti. Senza amnesie, senza asprezze, ma con chiarezza e coraggio. Per tutte queste ragioni Areadem ha deciso di appoggiare la candidatura di Zingaretti. Attorno a lui riteniamo che si possa costruire una nuova fase non solo della vita del Pd, coinvolgendo forze vitali della società civile e disegnando così anche un’area progressista e democratica più ampia”. Con Zingaretti anche l’ala sinistra del partito, quella dei Dems guidati da Andrea Orlando.

Chi sono (per ora) gli altri candidati

In campo anche Francesco Boccia, Cesare Damiano e il giovane Dario Corallo, oltre a Matteo Richetti che smentisce le voci che lo vogliono pronto al ritiro: “Sono settimane che mi offrono di tutto. E quando non offrono, minacciano. Offrono posti e visibilità, minacciano verbali tra gli iscritti nei quali ‘non arrivi al 5%’. La politica fatta come piace a loro porterebbe ad accomodarsi, portarsi a casa un po’ di posti per me e i miei amici. La politica fatta come piace a loro ti toglie la fatica del correre su e giù per l’Italia perché in assemblea e in direzione ci arrivi con uno strapuntino garantito”. 

A dare un contributo femminile al congresso potrebbero essere i Giovani Turchi di Matteo Orfini: in attesa di Maurizio Martina, infatti, non si esclude una candidatura di area. Chiara Gribaudo, Giuditta Pini e Valeria Valente la triade sulla quale si ragiona. 

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Autore dell'articolo: admin