Musk ha il nome del primo turista spaziale. Ma non la data del viaggio


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SpaceX 


 Un rendering dell’astronave di SpaceX in orbita intorno alla Luna




Si dice sia un giapponese. Si dice che abbia pagato il suo viaggio con tanto, tanto anticipo. Si dice che abbia più fiducia in Elon Musk di quanto non ne abbia il maggiore azionista della sua società di punta. Fatto sta che il nome del primo turista spaziale di SpaceX sta per diventare pubblico e i fan delle avventure di Musk invidiano già, pur senza conoscerlo, il privato cittadino che per primo partirà a bordo del ‘Big Falcon Rocket’ per un’orbita intorno alla Luna. E’ stato lo stesso Musk ad annunciarlo, su Twitter: “SpaceX ha firmato il primo passeggero privato del mondo a volare intorno alla Luna a bordo del nostro veicolo di lancio BFR, un passo importante verso l’accesso per le persone comuni che sognano di viaggiare nello spazio. Scopri chi sta volando e perché lunedì, 17 settembre.”

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Il BFR, acronimo di Big Falcon Rocket, scrive la Cnn, consiste in due parti: un enorme razzo propulsore che ha l’ambizione di superare per potenza qualsiasi altro vettore mai costruito, e un’astronave. Nei piani di Musk è il vettore che dovrà portare l’uomo su Marte SpaceX  aveva annunciato a febbario 2017 che due persone avevano prenotato un viaggio intorno alla Luna a bordo di un razzo Falcon Heavy – ancora di là da venire – ma senza rivelare i termini economici dell’accordo o l’identità dei ‘turisti’.

A febbraio 2018 SpaceX aveva lanciato il tanto atteso Falcon Heavy, che è diventato il vettore più potente al mondo. Ma subito dopo Musk aveva escluso che Falcon Heavy sarebbe stato usato per il volo spaziale umano, presentando invece il BFR, più adatto alle missioni turistiche. Peccato che all’epoca dell’annuncio il volo inaugurale del Big Falcon Rocket fosse ancora considerato questione di anni. 

Insomma, è verosimile che il primo turista spaziale non abbia ancora la più pallida idea di quando farà il suo giro intorno alla Luna: se dopo i test dell’astronave previsti per il 2019, come auspicato da Musk a marzo o “entro una decina d’anni”, come più realisticamente ipotizzato dal capo delle operazioni di SpaceX, Gwynne Shotwell ad aprile scorso.

L’idea che possa trattarsi di un giapponese è ispirata dal fatto che, rispondendo a chi gli chiedeva se per caso non sarebbe stato proprio lui il primo turista spaziale, Musk abbia risposto con un tweet emblematico: una bandiera del Giappone.

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Chi sono i candidati?

  • Takemitsu Takizaki, fondatore di Keyence, fornitore di sensori e componentistica elettronica per sistemi di produzione automatizzati (i robot in fabbrica). Ha 73 anni e un patrimonio di 16,3 miliardi di dollari
  • Daisuke Enomoto, 47 anni, ex boss dell’Internet provider ‘Livedoor’, ci prova da anni: prima con i russi che lo hanno escluso da un viaggetto sulla Stazione spaziale internazionale perche soffre di calcoli renali cronici, poi con Space Adventures alla quale ha versato 20 milioni di dollari senza però ottenere nemmeno un giro in taxi.
  • Satoshi Nakamoto (ammesso che esitsa) è il creatore dei bitcoin

Ma quanto c’è da fidarsi degli annunci di Musk? Di recente si sono susseguite indiscrezioni sul suo stato mentale, innescate da una violenta e improbabile litigata in cui il patron di Tesla si è imbarcato con uno dei protagonisti del salvataggio di 12 bambini intrappolati in una grotta in Thailandia e dalle sue rivelazioni su quanto sia spossato e provato dalla mancanza di sonno.

Intanto, come sottolinea Fortune, bisogna tenere conto del fatto che solo 24 uomini sono stati sulla Luna e nessuno dall’ultima missione Apollo, nel 1972. Ma anche che SpaceX ha al suo attivo ‘solo’ 16 operazioni di lancio e rientro, l’ultima delle quali il 10 settembre per mettere in orbita un satellite canadese. 

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Autore dell'articolo: admin