Muore paziente dopo il trapianto di feci: colpa dell’abuso di antibiotici


Non si finisce mai di immaginare quanti danni possa fare l’abuso di antibiotici. Due persone, negli Stati Uniti, hanno contratto gravi infezioni (e una morta) dopo avere subito un trapianto fecale contenente germi multiresistenti a questi farmaci. Lo ha segnalato l’Fda, la Food and Drug Administration, l’ente federale americano preposto al controllo dei medicinali. E lo stesso ente ha ordinato la sospensione delle ricerche in corso sull’utilizzo di questa procedura per il trattamento di gravi infezioni, soprattutto intestinali, dovute a un germe chiamato Clostridium difficile. 

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Clostridium difficile

E non sono pochi ha commentato Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research dell’ente americano. L’indicazione , ora, quella di identificare l’eventuale presenza di germi resistenti agli antibiotici nel materiale da trapiantare, prima della procedura. Insomma, siamo di fronte a una specie di cane che si morde la coda. Da tempo i ricercatori stanno focalizzando l’attenzione su quello che viene chiamato il microbiota intestinale: quell’insieme di microrganismi che abita nel nostro intestino e che ha a che fare con tantissime funzioni. Per dirne una: regola l’assorbimento di certi nutrienti e potrebbe essere coinvolto nella genesi di malattie come l’obesit o il diabete. Per aggiungerne un’altra: pu condizionare l’effetto di alcuni immunoterapici nella cura del cancro. E un’altra ancora: pu aiutare a curare certe infezioni, soprattutto dell’intestino, come appunto quella da Clostridium difficile, dove tutte le terapie antibiotiche hanno fallito. 

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Microbiota intestinale

Da qui l’idea del trapianto di un microbiota (e quindi del suo contenitore, cio le feci) da una persona sana a pazienti con infezioni da Clostridium, appunto. Si cerca cos di aggirare il guaio dell’antibiotico-resistenza del Clostridium con l’aiuto dei batteri “buoni” del microbiota , capaci di bilanciare il “cattivo”. La cura funziona e sta salvando vite. Ma il “germe” dell’antibiotico-resistenza ha “infettato” anche i sani: ecco allora che un microbiota, candidato a essere trapiantato in un malato, pu contenere germi resistenti agli antibiotici e aggravare le condizioni di chi il trapianto lo riceve. Cosa che appunto accaduta ai due malati negli Stati Uniti.  

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Germi resistenti

La cura, per, ancora considerata sperimentale dalla Fda che sta indagando su quello che successo ai due pazienti. Al momento si sa solo che avevano gi un sistema immunitario compromesso, ma non di pi. Si sa anche che il materiale trapiantato proveniva, in entrambi i casi, dallo stesso donatore. E si sa, infine, che il germe presente nel microbiota trapiantato era un’Escherichia coli multiresistente agli antibiotici. Risultato fatale in uno dei due casi. La considerazione finale, comunque, che la resistenza agli antibiotici provoca gravi infezioni che potrebbero essere curate con un trapianto di microbiota. Ma che anche il microbiota di persone sane pu contenere germi resistenti che vanificano la cura.

16 giugno 2019 (modifica il 16 giugno 2019 | 10:56)

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Autore dell'articolo: admin