MotoGP, lo “sceriffo” Marquez detta legge. Rossi non molla. Dovi, gran rimonta?


Il Dottore punta al colpo gobbo per accreditarsi quale unico anti-Marquez. Ma il Dovi non ci sta!

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Lo “sceriffo” Marc Marquez non sbaglia un colpo centrando in Texas la sua settima pole consecutiva (un record!) incurante delle bizze di Giove Pluvio che fin quasi all’inizio delle qualifiche spara fulmini e saette dopo il mezzo uragano della mattinata.

Quella dell’asso spagnolo è una sberla di gran valore tecnico perché con una pista al limite della praticabilità (con “buche” e mezza-e-mezza tra asciutto e bagnato) alla fine spara con la sua Honda-Colt un 2’03.787da lambire il (suo) record della pista fatto nel … 2014: 2’.03.575! Come dire: “Qui comando io, lasciate ogni speranza o voi che entrate!”. Tuttavia, Marc non è raggiante per la sua prestazione:

“Abbiamo un problema alla frizione e dobbiamo risolverlo nel warm up. Qui al Cota serve un cambio perfetto, si usa molto la prima marcia e da questo punto di vista siamo preoccupati. Dobbiamo analizzarlo e risolverlo per la gara”.

Tallone d’Achille? Solo pretattica? Si vedrà. Più che alle bizze della frizione della sua Honda, le speranze perché Marquez non s’involi in una fuga solitaria sin dalla partenza ci sono. Addirittura, forse con un eccesso di fantasia, c’è chi prefigura con il meteo benigno uno scenario da duello all’OK Corral con un finale-show, tutt’altro che scontato. Mai dire mai, nelle corse.

Il “rompiscatole” – guarda un po’! – è indicato in quello straordinario Valentino Rossi, capace di ottimizzare ogni situazione, alla sua prima fila numero 146, che, con una Yamaha in gran spolvero, gira e rigira, un ritocchino alla moto qua un ritocchino alla curva là, polso destro a manetta e buttato il cuore in pista, spara un 2’04.060. Un gran bel tempo che non permette al Dottore di condividere con Marquez l’area “nobile” sotto il muro dello 0.4 ma gli consente di mettere tutti gli altri dietro e di rendere credibili i propositi di battersi per l’agognata vittoria che in queste lande hanno il sapore di …vendetta. Insomma, l’obiettivo di Rossi è uno solo: un grande risultato per accreditarsi come il vero anti Marquez!

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A far compagnia ai due super assi dal super pedigree ecco Cal Crutchlow (2’04.147), sempre temibile, specie se la lotta diventa zuffa. In queste condizioni di pista navigano come pesci nell’acqua alta Miller (2’04.416), miglior ducatista, Pol Espargaro (Toh, la Ktm!) 2’04.472 alla sua miglior qualifica sulla moto austriaca, Vinales (qui in pole nel 2018… ) 2’04.489, il tris della seconda fila seguiti in terza da RinsPetrucciQuartararo, quindi Morbidelli che chiude la top ten, Lorenzo(nel giro buono fregato dal salto della catena della sua Honda: sfigato!), Bagnaia con la sua miglior qualifica nella classe regina e che qui vinse l’anno scorso in Moto2.

Dovizioso? Quinta fila. Per il forlivese della Rossa, bucato l’appuntamento con la Q2 per 16 millesimi, è la peggior qualifica dal 14esimo posto di Jerez 2017. C’è da preoccuparsi? Andrea deve subito metterci una pezza per non (ri)passare da autorevole candidato al titolo a… outsider, quello che il titolo lo vince sempre l’anno che verrà. Per Ducati, Miller a parte sulla pimpante Rossa “privat”, giornata NO anche per l’8° posto di Petrucci, terza fila.

Quanto valgono davvero queste qualifiche ai fini della gara?Al di là dell’effetto mediatico e … psicologico, occhio al passo, che alla fine è quel che conta. Marquez martella sopra tutti con un ritmo da lepre… imprendibile. Poi, però, ci sono almeno 5-6 piloti più o meno con lo stesso passo. Ecco. Ma non sarà facile, per chi parte da dietro come il Dovi, recuperare portandosi fra i fuggitivi. Serve il colpo di genio. O un miracolo.


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Autore dell'articolo: admin