Morto Valerio Nobili, il pediatra epatologo sempre gentile che non sapeva dire di no


«Ciao Valerio, oggi pregherò per te. Quando mio figlio di poche settimane arrivò in ambulanza in fin di vita, fosti tu a prenderti cura di lui e la tua umanità e professionalità lo salvò. Ti dobbiamo la vita, di mio figlio e di tutti noi. Stefano» «Non ho mai incontrato una persona con una umanità simile che si sedeva sul letto dei piccoli pazienti a parlare con loro e con i genitori. Sempre affettuoso con la mia bimba. Celeste» La pagina Facebook del Bambino Gesù è colma di messaggi pieni di ricordi affettuosi per il professor Valerio Nobili, 53 anni, primario di Epatologia, Gastroenterologia e Nutrizione all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che venerdì pomeriggio, mentre era in bicicletta in piazza Thorvaldsen si è accasciato al suolo, colpito molto probabilmente da infarto. «Con il tuo sorriso hai rassicurato noi genitori, con le tue capacità hai salvato mio figlio, con la tua disponibilità lo hai curato ed ora ci lasci un vuoto che difficilmente riusciremo a riempire, Anna». E ancora: «Grande persona. Ricordo il nostro incontro a poche ore dalla biopsia al fegato di mia figlia. Lei sdraiata sul letto abbracciata al suo peluche preferito una giraffa, e tu per farla stare tranquilla, con un sorriso e una serenità che ti entrava nel cuore, hai iniziato a raccontarle come mangiamo le giraffe e come dormono».

Il medico gentile

Era un uomo innamorato del suo lavoro, non diceva mai di no. Sempre presente, al telefono rispondeva 24 ore su 24, ai suoi pazienti si rivolgeva sempre con un sorriso contagioso e di un’ umanità travolgente . «Lo conosco da 30 anni, era un grande medico, un grande amico. È una perdita incolmabile per la pediatria italiana e internazionale. Era straordinario nella sua normalità, sempre disponibile per qualunque urgenza: un grande medico, umano e gentile. E buono, quando un paziente era indigente è capitato che mettesse di tasca sua i soldi per il viaggio» ricorda commosso Alberto Villani, presidente della Società di Pediatria (SIP) e collega di Nobili al Bambino Gesù.

Fegato grasso

Nobili si occupava di fegato grasso, una malattia in aumento anche tra i bambini a causa dele cattive abitudini alimentari e della scarsa attività fisica dimostrando come la malattia metabolica nascesse nelle prime fasi della vita e che quindi, il pediatra, avesse un ruolo cruciale per intercettare il problema. Un approccio il suo rivoluzionario, tanto che era diventato una figura di riferimento in ambito scientifico a livello internazionale. Al suo attivo aveva 250 pubblicazioni scientifiche, collaborava con colleghi negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone. Da un paio di anni era diventato professore all’Università La Sapienza di Roma e molto ben voluto dai suoi studenti. «Ai congressi – ricorda ancora Villani – era un oratore brillantissimo, sempre propositivo, non ti stancavi mai di ascoltarlo. Era sempre un piacere incontrarlo, sempre con la battuta pronta, sto ricevendo decine di messaggi di colleghi e pazienti che lo ricordano con affetto e stima. ».

Medico e ricercatore

Valerio Nobili era un modello di epatologo pediatrico e allo stesso tempo ricercatore. Vuol dire che tutta la sua vita era concentrata sul lavoro. «Aveva una grande capacità di comunicare in modo diretto e semplice con tutti, pazienti familiari, colleghi – racconta marco Spada responsabile di Chirurgia epato-bilio-pancreatica del Bambino Gesù – e ricordo che una volta siamo andati a una riunione di tutti i centri trapianti di fegato d’Italia, un ambiente che lui non frequentava. Ma tutti, appena hanno sentito il suo nome, lo hanno riempito di complimenti citando le sue ricerche».

Grande sportivo

Occupandosi di fegato grasso il professor Nobili dava in prima persona l’esempio cercando di seguire una sana alimentazione e facendo attività fisica. Qualcuno – ricorda un collega – gli aveva fatto notare di essersi un po’ appesantito e allora lui, colto nell’orgoglio, si era messo a dieta. Andava a correre a Villa Borghese, giocava a tennis, era ala sinistra nella nazionale di calcio dei pediatri, amava andare in bicicletta. E proprio mentre era in bici il professore ha avuto il malore. Era un grande sportivo, e proprio per questo c’è grande incredulità sulla sua morte che suona assurda. «Era una miniera inesauribile di notizie, un vulcano di energia – ricorda Alessandro Iapino, capo ufficio stampa del Bambino Gesù – e quando lo incontravo mi diceva spesso “Ho una boma per te!”. Ci mancherà».

La camera ardente

La presidente dell’Ospedale Bambin Gesù Mariella Enoc ha diffuso un comunicato: «L’ospedale da oggi è orfana di uno dei suoi migliori medici e scienziati. Ci stiamo stringendo insieme per aiutarci vicendevolmente a superare questo dolore e questo vuoto. E alla moglie e alla famiglia non manchi la certezza che continueranno ad essere parte dell’ospedale a cui Valerio ha dedicato la vita e la sua straordinaria umanità. E vorrei aggiungere un grazie alla famiglia che ha deciso che la camera ardente – conclude – sarà all’Auditorium di S. Paolo, domenica dalle ore 11.00. È un grande onore per l’ospedale e credo che anche Valerio avrebbe scelto così». Nobili lascia l’amatissima moglie Simona.

16 marzo 2019 (modifica il 16 marzo 2019 | 16:25)

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Autore dell'articolo: admin