Morbillo, Italia al quinto posto per numero di bambini non vaccinati


Troppi bambini nel mondo non sono protetti dal morbillo. Spaventose le cifre contenute nel nuovo rapporti dell’Unicef, pubblicato in occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, dal 24 al 30 aprile. Gli Stati Uniti sono in cima alla classifica dei Paesi ad alto reddito con il maggior numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo tra il 2010 e il 2017: più di 2,5 milioni. Seguono Francia e Regno Unito, rispettivamente con 600mila e 500mila bambini non vaccinati. L’Italia è al quinto posto, con 435mila. In media, aggiunge l’agenzia Onu per l’infanzia, tra 2010 e 2017 oltre 21 milioni di bambini ogni anno non hanno ricevuto la prima dose del vaccino: in totale parliamo di 169 milioni di minori. E proprio negli Usa è stato raggiunto il numero record di casi di morbillo da quando la malattia è stata dichiarata eliminata, nel 2000: dall’inizio del 2019 si contano 681 contagi in 22 Stati.

Come si riconosce e si cura il morbillo? È pericoloso e per chi?


Che cos’è


Coperture in aumento

In molti Paesi europei le coperture vaccinali sono in aumento, ma c’è ancora molto da fare, in particolare proprio per quanto riguarda il morbillo. Lo hanno sottolineato Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e Centro di Controllo delle malattie (Ecdc). «I vaccini hanno trasformato le nostre società – spiegano Zsuzsanna Jakab, direttrice Oms, e Andrea Ammon, a capo dell’Ecdc -. Hanno aumentato le chance per ogni neonato di raggiungere l’età adulta, e per ogni adulto vaccinato di mantenere una buona salute, contribuendo enormemente alla produttività. Allo stesso tempo non possiamo ignorare i bambini e gli adulti non ancora protetti. Le malattie infettive non rispettano i confini nazionali, e neppure gli sforzi per contrastarle devono farlo». Tra le minacce principali c’è appunto il morbillo, che nel 2018 ha causato 80mila contagi e 70 morti nella regione europea dell’Oms: sono le cifre più alte dall’inizio del decennio. Una cifra che supera di 3 volte quella del 2017 e di 15 volte quella del 2016.

Boom di casi in tutto il mondo

Il caso del morbillo è emblematico: dimostra che, abbassando la guardia sui vaccini, malattie che sembravano debellate possono tornare. La situazione è sotto osservazione anche in Italia, dove nel 2018 sono stati segnalati 2.526 casi e 8 morti (tra cui un bambino di 10 mesi). Meno del 2017, quando i casi furono oltre 5.300. Quasi l’80% dei contagi del 2018 si è concentrato in Sicilia, Campania, Lazio, Calabria e Lombardia e l’età media è stata di 25 anni. Quasi un quinto dei casi (488) ha riguardato bambini con meno di 5 anni, di cui 161 sotto l’anno di vita. Numerose le complicanze gravi: 252 casi di epatite, 252 di polmonite, 190 di laringo-tracheobronchite e 179 di insufficienza respiratoria. Il 58% dei malati è stato ricoverato, un altro 17,2% è andato in Pronto Soccorso. Il virus, ha sottolineato l’Oms, sta colpendo in tutto il mondo, come dimostrano anche i casi da New York al Madagascar. Nel mondo, dall’inizio dell’anno, sono stati segnalati oltre 112mila casi, contro i 28mila del trimestre precedente. Tutte le regioni dell’Oms hanno avuto un aumento: quella africana del 700%, quella americana del 60%, quella europea del 300% e il Sud-Est asiatico e Pacifico occidentale del 40%.

Vaccino sicuro ed efficace

Peraltro proteggersi dal morbillo non è difficile: basta vaccinarsi. La Food and drug administration (Fda), agenzia Usa che regola i farmaci, ha ribadito recentemente che il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia è sicuro ed efficace e che il presunto legale con lo sviluppo di autismo è totalmente falso. Nel mondo 20 milioni di persone si ammalano di morbillo ogni anno e nel 2017 circa 110mila persone sono morte, per lo più bambini, con un aumento del 22% rispetto al 2016. È assolutamente urgente, sottolinea l’Fda, monitorare queste malattie e aumentare la consapevolezza sull’importanza di una vaccinazione tempestiva, soprattutto quando ci sono epidemie tra cittadini non vaccinati. Il morbillo può essere pericoloso soprattutto per neonati e bambini piccoli: 1-2 bambini ogni mille che si ammalano muoiono a causa delle complicazioni, e una persona su 4 deve essere ricoverata in ospedale. Il vaccino, spiega l’Fda, «è molto efficace e protegge dalle complicazioni: una constatazione basata su 50 anni di esperienza. Come molti prodotti medici ha degli effetti collaterali noti, che però sono lievi e di breve durata, come febbre ed eruzioni cutanee. Se i genitori sono preoccupati delle conseguenze del vaccino, devono parlarne con il medico, anche per valutare i rischi della scelta di non vaccinare».

La situazione in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ricorda che le vaccinazioni prevengono ogni anno fino a 3 milioni di decessi (7mila al giorno) e proteggono da malattie gravissime. In Italia dal 2013 al 2016 è stata registrata una diminuzione delle coperture, che ha portato alla legge sull’obbligo. Per quanto riguarda il morbillo, la copertura nazionale nei bambini nati nel 2015 per la prima dose ha raggiunto il 91,8% nel 2017 e il 94,2% nei primi sei mesi del 2018 (rispetto a 87,3% nel 2016, nei bambini di 24 mesi di età). La copertura per la seconda dose di vaccino contro il morbillo (a 5-6 anni di età), nella coorte di bambini nati nel 2010, è stata dell’85,7% nel 2017 e del 90,1% nel 2018. «L’Italia rimane uno dei dieci Paesi dove il morbillo è ancora endemico, a causa delle scarse coperture vaccinali nel corso degli anni che hanno portato all’accumulo di ampie quote di popolazione suscettibili all’infezione – concludono gli esperti dell’Iss -. Per interrompere la trasmissione endemica del morbillo, oltre ad aumentare le coperture vaccinali tra i bambini piccoli, è necessario mettere in atto strategie e attività supplementari di vaccinazioni indirizzate alle fasce di età suscettibili, soprattutto giovani adulti nati a partire dalla fine degli anni 70».

Fondamentale la seconda dose

Due dosi di vaccino sono essenziali per proteggere i piccoli dalla malattia. La copertura globale della prima dose di vaccino per il morbillo nel 2017 era dell’85%, un dato rimasto relativamente costante nell’ultimo decennio nonostante la crescita demografica. La copertura globale per la seconda dose è molto più bassa, al 67%. L’Oms raccomanda una soglia del 95% di copertura per raggiungere la cosiddetta «immunità di gregge». Se nei Paesi ad alto reddito la situazione non è rosea, va molto peggio in quelli a basso e medio reddito. Nel 2017 la Nigeria aveva il numero più alto di bambini sotto l’anno che non aveva ricevuto la prima dose di vaccino, circa 4 milioni, seguita da India con 2,9 milioni, Pakistan e Indonesia con 1,2 milioni ciascuno ed Etiopia con 1,1 milioni. I livelli di copertura mondiale per la seconda dose di vaccino contro il morbillo sono anche più allarmanti: dei 20 Paesi con il maggior numero di bambini non vaccinati nel 2017, ben 9 non hanno introdotto la seconda dose. Venti Paesi dell’Africa subsahariana non hanno introdotto la seconda dose necessaria nel programma nazionale di vaccinazione, esponendo oltre 17 milioni di neonati all’anno a un rischio più alto di morbillo. La crescita del numero di bambini non vaccinati ha aperto la strada ai focolai che oggi colpiscono diversi Paesi. «Il terreno per le epidemie di morbillo cui stiamo assistendo oggi è stato gettato anni fa – ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef -. Il virus del morbillo troverà sempre bambini non vaccinati. Se vogliamo seriamente evitare la diffusione di questa pericolosa ma prevenibile malattia dobbiamo vaccinare ogni bambino, sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri. Il morbillo è ancora troppo contagioso. È importante non solo ampliare la copertura ma anche mantenere i tassi di vaccinazione alle dosi più adatte per creare un ombrello di immunità per tutti».

25 aprile 2019 (modifica il 25 aprile 2019 | 13:16)

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Autore dell'articolo: admin