Monovra, intesa M5S-Lega: “obiettivo deficit al 2,4%”


M5S e Lega sono d’accordo. Resta l’ostacolo rappresentato da Tria

Si continua a lavorare sulla Legge di Bilancio e c’è ancora molto da decidere. Gli obiettivi programmatici sono tantissimi e i due partiti di maggioranza premono per allentare i vincoli posti dal Ministro Tria. Domani pomeriggio a Palazzo Chigi ci sarà un nuovo vertice economico che si preannuncia burrascoso. Da una parte ci saranno gli esponenti di Lega e M5S e dall’altra il Ministro dell’Economia, sempre convinto che la soluzione auspicabile sia quella di non sforare l’1,6% del rapporto deficit/pil.

Secondo quanto è filtrato i due partiti di maggioranza sarebbero invece intenzionati ad allentare decisamente i vincoli, pronti entrambi a spingersi fino al 2,4% stando a quanto riferito da Adnkronos. Sarà un vero e proprio braccio di ferro, anche perché Tria si è già impegnato con i colleghi dell’Ecofin a rispettare il tetto dell’1,6% già citato, considerato l’unico punto di equilibrio come spiegato proprio oggi dal Ministro in un convegno di Confcommercio: “Stiamo attenti perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi

Oggi Di Maio ha ribadito la fiducia nei confronti del Ministro, ma ha nuovamente attaccato i funzionari del Mef nel corso di una diretta su FB. Secondo il leader del M5S i funzionari del Mef sarebbero dei “tecnocrati messi dai partiti” che “preferiscono mettere bastoni tra le ruote perché per loro il cambiamento è un pericolo“. Poi ha nuovamente difeso la spesa in deficit: “Qui non buttiamo i soldi dalla finestra, questo lo hanno fatto i governi precedenti tra vitalizi, privilegi e bonus elettorali: adesso basta, noi facciamo le cose che servono per eliminare la povertà. E sarà la prima volta in Italia che elimineremo totalmente la povertà assoluta e ricostruiremo questa società martoriata

Infine Di Maio è tornato a parlare del Reddito di Cittadinanza: “Quest’anno la manovra non si chiama legge di bilancio ma manovra del popolo. Stiamo per approvare il reddito di cittadinanza e su questo ne hanno dette ‘di ogni’. La cosa è molto semplice: in Italia ci sono circa 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, di cui 5 in povertà assoluta. Non pensiate che queste persone siano tutti senza tetto che vivono per strada, sono padri e madri divorziati, professionisti che pur avendo un lavoro non arrivano a fine mese, pensionati costretti a mangiare alla Caritas. Il reddito di cittadinanza permette a queste persone di tirare il fiato, tutti gli altri Paesi europei lo hanno capito da un pezzo“.

Nell’incontro di domani il ruolo di mediatore tra Tria ed i rappresentanti dei due partiti spetterà al Premier Giuseppe Conte, convinto sostenitore di una manovra coraggiosa, ma al tempo stesso meno intransigente di Di Maio nei confronti di Tria.




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Autore dell'articolo: admin