Michael Moore: «Il fascismo di oggi è un sorriso in tv»



È un apocalypse now quella di Michael Moore, che inizia la notte delle elezioni (l’undici novembre – «11/9») che hanno dirottato il Paese su binari nazional populisti rischiando di far deragliare definitivamente l’esperimento americano. Fahrenheit 11/9 non è solo un attacco a Trump ma fotografa una democrazia già in stato di decomposizione avanzata al momento del suo avvento. Certo, Moore inizia la sua geremiade con una carrellata sulle psicopatologie del narciso che contro ogni previsione, due anni fa, ha prima … Continua


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Autore dell'articolo: admin