Matteo Salvini sul caso Siri


Matteo Salvini

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si è ancora espresso sul caso di Armando Siri e oggi il leader della Lega Matteo Salvini è tornato ancora una volta sull’argomento, ribadendo di fatto la sua contrarietà ad una decisione drastica in questa prima fase delle indagini.

Il vicepremier leghista ha spiegato che “i processi si fanno nei tribunali e non sui giornali o in Parlamento“:

Se invece decidiamo che uno si alza la mattina e dice questo è colpevole e questo no, questo è antipatico e questo è simpatico, allora chiudiamo i tribunali e diamo in mano a qualche giornale la possibilità di fare politica.

Non si tratta di simpatia e Salvini lo sa bene, anche se al momento deve mantenere quella linea. L’iscrizione di Siri nel registro degli indagati per corruzione è grave e in attesa che la giustizia faccia il proprio corso, la sua presenza a Palazzo Chigi è inadatta. Salvini, però, che ha avuto tutto il tempo di informarsi sulla questione, gioca la parte di quello che non ha elementi in mano per giudicare:

Non faccio il giudice o l’avvocato e non ho gli elementi. Dico solo che non è da paese civile che ci siano sui giornali fatti non a conoscenza degli indagati né dagli avvocati.

Alle parole di Salvini di stamattina, arrivate via radio a RTL 102.5, hanno prontamente fatto seguito quelle del Movimento 5 Stelle, che hanno voluto sottolineare la similitudine di quelle dichiarazioni con quelle pronunciate a più riprese nel corso degli anni da Silvio Berlusconi:

Anche Berlusconi diceva che i processi non si fanno in parlamento o sui giornali. E mentre lo diceva, accomodandosi sulla lunghezza dei processi, continuava a mangiarsi il Paese. Dispiace che anche Salvini la pensi allo stesso modo. Non è questione di dove si fanno i processi, a nostro avviso, ma questione di opportunità politica.


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Autore dell'articolo: admin