Maserati A6GCS: esemplare all’asta a Monterey


Il catalogo della vendita all’incanto di RM Sotheby’s al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach è stato arricchito da una splendida Maserati A6GCS, pronta a scatenare la gara fra i potenziali acquirenti.


Una rara Maserati A6GCS del 1954 si è aggiunta alla lista dei lotti che RM Sotheby’s metterà all’asta nel mese di agosto a Monterey, durante il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach. A finire sotto il martello del banditore sarà l’esemplare con telaio 2078. La celebre auto storica del tridente è appartenuta, negli ultimi due decenni, allo stesso proprietario, che l’ha guidata in gare di regolarità e raduni negli Stati Uniti e in Europa.

La vettura, negli anni ottanta, ebbe un proprietario italiano, amante della Mille Miglia, affrontata per ben tre volte con il gioiello del “tridente”. Sapientemente restaurata nel 2013, questa Maserati A6GCS vinse il Gran Turismo Awards nell’edizione 2014 del già citato Concorso d’Eleganza di Pebble Beach. Il valore di vendita stimato per l’esemplare proposto da RM Sotheby’s nuota in un range fra 3,25 e 3,75 milioni di dollari.

Si tratta di un gioiello offerto al godimento come un prezioso scrigno, che custodisce emozioni sconosciute alle produzioni moderne, imbrigliate da un’elettronica spesso invadente. Un pezzo prezioso, quindi, inserito come una gemma in una tradizione nobile come quella del “tridente”, nel cui solco spicca come una stella luminosa. Ogni cultore del marchio modenese la vorrebbe, ma solo pochi possono coronare il sogno. Oltre al prezzo, c’è la rarità a limitare gli spazi.

La Maserati A6GCS è una bella barchetta scaturita dalla fantasia di Fantuzzi, con l’apporto tecnico di un progettista che non ha bisogno di presentazioni: il grande Gioacchino Colombo. Questa scultura modenese, prodotta in 52 esemplari, ha nell’affidabilità uno dei suoi punti di forza. Agevoli anche gli interventi meccanici, grazie alla costruzione semplice e curata.

Le prestazioni sono molto elevate, in virtù dei 740 kg di peso, che rendono poco gravoso il compito dei 170 cavalli spremuti dal piccolo due litri. A fare il resto ci pensa la splendida maneggevolezza, che migliora la dinamica di guida. Ecco dove sta il segreto della biposto modenese, che vinse subito la sua classe alla Mille Miglia del 1953, gara di esordio del modello. Molti i suoi successi.

La A6GCS (acronimo di 6 cilindri, Ghisa del monoblocco, Corse Sport) vanta un superbo telaio tubolare con longheroni e traverse, sul quale è ospitata la leggera carrozzeria in allumino. La quotazione attuale di un simile gioiello dipende dal palmares agonistico dei singoli esemplari. Difficile comunque pensare che qualche proprietario possa separarsene per meno di qualche milione di euro.

Fonte | Journal Classic Cars


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Autore dell'articolo: admin