Mare Jonio, non confermato il sequestro preventivo


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Il sequestro della Mare Jonio non s’ha da fare. I magistrati della procura di Agrigento non lo hanno confermato. Il sequestro preventivo della nave della Ong Mediterranea era stato eseguito venerdì scorso quando l’imbarcazione era entrata, con una trentina di migranti a bordo, nel porto di Lampedusa, scortata dalle motovedette della Guardia di Finanza.

L’imbarcazione qualche ora prima aveva salvato in acque internazionali il gruppo di migranti che era su un gommone in panne. I pubblici ministeri nel rigettare il sequestro preventivo hanno invece disposto il sequestro probatorio della Mare Jonio per eseguire ulteriori accertamenti come conferma l’avvocato della Ong Fabio Lanfranca.

La non convalida del sequestro preventivo è una vittoria per Mediterranea che parla di “un aspetto importante perché guardia di finanza, su input del Viminale, intendeva usare il preventivo per bloccare la Mare Jonio e impedirgli definitivamente di reiterare il reato”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva salutato il sequestro come definitivo, con un post sbeffeggiante sui suoi canali social.

La Procura “è invece orientata dalla necessità di accertare i fatti e dunque di verificare attraverso un’indagine se vi sia o meno un reato. Da leggersi in questo senso anche la scelta di iscrivere nel registro degli indagati solo il comandante e il Capo missione, e non l’intero equipaggio come pretendeva il Viminale” prosegue a spiegare l’Ong.

Mediterranea Saving Humans sottolinea che: “Come sempre noi siamo pronti a fornire ogni elemento utile per accertare la verità certi di avere sempre rispettato il diritto e i diritti, oltre che la dignità della vita umana, al contrario di chi, da posizioni istituzionali, si rende complice della morte in mare o della cattura e della deportazione di donne uomini e bambini verso i lager di un paese in guerra come la Libia”.




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Autore dell'articolo: admin