Maniac, Netflix lancia Maniapp per far condividere le proprie ansie


Maniac divide il pubblico con un racconto che confonde ma attira, mentre Netflix lancia Maniapp, un sito che permette di mostrare a tutti le proprie ansie

Attesissima da tempo, Maniac a pochi giorni dalla sua pubblicazione su Netflix sta dividendo il pubblico, tra chi considera lo show con Emma Stone e Jonah Hill qualcosa di geniale, chi qualcosa di folle e chi qualcosa di leggermente deludente.

Si potrebbe dire che la missione è stata compiuta: la serie di Cary Fukunaga (che ne è anche regista) e di Patrick Somerville non lascia indifferenti, qualsiasi sia l’opinione che ci si faccia dopo la visione di qualche episodio. Una cosa è certa: i due protagonisti, nei panni di Annie ed Owen, si sono già assicurati un posto tra i nominati ai Golden Globe ed agli Emmy Awards per la loro interpretazione o, meglio, interpretazioni.

Perché Maniac, infatti, è un viaggio che parte con due protagonisti, ma si compie attraverso tante loro personificazioni in altri personaggi: un viaggio che diventa proprio della mente umana, protagonista centrale della trama e della cura a cui Annie ed Owen si sottopongono fin dal primo episodio (evitiamo di spoilerare troppo, ma vi basti sapere che il trattamento non funziona come previsto).

La psiche diventa quindi pretesto per raccontare il dolore umano ed il tentativo di fuggirvi ad ogni costo: un messaggio che assume i toni poetici tramite i piccoli racconti che riempiono gli episodi e che si divertono a creare nel pubblico quella stessa confusione che si trova nella testa dei due protagonisti. D’altra parte, dice la serie stessa, nessuno è normale.

E Maniac normale non lo è per niente, riuscendo così, come detto, a dividere il pubblico ed a portarsi a casa opinioni contrastanti ma pur sempre capaci di far parlare di sé. Quello stile a metà tra il futuro distopico e la moda Anni Ottanta, poi, fa il resto.

Lo stesso stile con cui Netflix Italia ha lanciato, nelle ore scorse, Maniapp, un sito legato alla serie tv che scherza con le manie di tutti i giorni per fornire a tutti coloro che si sottoporranno ad un semplice test una diagnosi personalizzata.

Testimonial d’eccezione è Costantino della Gherardesca che, un po’ come nel video di presentazione dell’esperimento a cui si sottopongono i due protagonisti, ci introduce al test: basta selezionare dieci tra le varie ansie proposte e suddivise per categorie (si va da “minacciosa natura” a “stressante lavoro”, passando per “vacansie”, “ignobili trend” ed “i grandi classici”): c’è davvero di tutto, ed è impossibile non trovare i propri motivi di ansia.

Una volta completata la lista, avrete la vostra diagnosi, ovviamente inventata ed ironica, da pubblicare sui social network. Non solo: potrete anche cercare, tra coloro che hanno già effettuato il test, chi vi somiglia di più e con cui avete maggiore affinità di ansia, e mandargli una gif di “sostegno”. Il tutto per provare a sentirsi un po’ più normali.




Link Ufficiale: http://www.blogo.it/rss

Autore dell'articolo: admin