manager colpevoli, niente carcere per ora. Familiari vittime: “Disgustati”


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L’ordine di carcerazione emanato in Italia nel 2016 relativo ai due manager tedeschi della Thyssenkrupp, per i sette morti del rogo scoppiato nel 2007 nello stabilimento torinese del gruppo, è valido anche in Germania. La decisione è stata presa nelle scorse ore dal Tribunale regionale di Essen, in Nordreno-Vestfalia.

Ma, almeno per ora, per i due dirigenti d’azienda Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz giudicati responsabili di omicidio colposo non si apriranno le porte del carcere. I manager hanno infatti impugnato la decisione e non potranno essere arrestati prima della pronuncia di merito.

Una beffa per i familiari delle vittime del rogo del 6 dicembre di 12 anni fa negli stabilimenti Thyssen di Torino. Anche perché in Germania i due manager non sconterebbero in ogni caso più di 5 anni di carcere, la pena massima prevista dall’ordinamento tedesco per il reato di omicidio colposo.

In Italia invece la Cassazione aveva condannato Espenhahn a 9 anni e 8 mesi e Priegnitz a 6 anni e 10 mesi. La sorella di una delle vittime commenta: “Sono disgustata, ci hanno presi in giro fin dall’inizio. Con tutto quello che ci hanno fatto passare, ci stanno facendo morire uno dopo l’altro”. A parlare è Laura Rodinò, sorella di Rosario, una della sette vittime del rogo alla Thyssen.

“Non posso immaginare che possa esserci ancora un altro appello. Siamo stufi – prosegue la donna – l’Italia non deve permettere una cosa del genere. Quei due assassini sono stati condannati in Italia e devono rispettare la legge italiana, non ci importa niente di quella tedesca. Certo, sono contenta che i giudici tedeschi abbiano preso questa decisione, ma perché solo dopo tutto questo tempo e solo dopo che li abbiamo stanati con la nostra battaglia? Ce ne hanno fatte passare talmente tante, che non possiamo non pensar male”.




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Autore dell'articolo: admin