Malattia come Opportunità: esordio «accademico» per il progetto


Non esperienza di tutti i giorni inaugurare un anno accademico, presentando un progetto che allo stesso tempo editoriale e scientifico. L’Istituto di ricovero e cura e carattere scientifico La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco) ha voluto farlo e cos circa 200 tra studenti dal primo al terzo anno dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie della riabilitazione – ma anche gli operatori sanitari della struttura – hanno partecipato ad un incontro che di fatto rappresenta la prima uscita pubblica del progetto Malattia come Opportunit.

Offrire agli studenti una prospettiva diversa

Il motivo di questa scelta lo ha spiegato Mario Cocchi, responsabile del settore Alta Formazione dell’associazione La Nostra Famiglia. Ormai consuetudine da 15-20 anni inaugurare l’anno accademico con una giornata introduttiva che rappresenti un po’ la cifra delle presenza di questo ente all’interno del circuito universitario . Questo il primo anno che abbiamo il piacere di ascoltare una prospettiva diversa. Un libro che adottiamo nei corsi di laurea ha come sottotitolo “Esperienze e risorse dei protagonisti della cura”. Si riferisce a tutto il personale sanitario, per la prospettiva oggi un’altra : il punto di vista di coloro che ricevono le cure. Quando ho sentito raccontare di questa esperienza del progetto e del blog Malattia come Opportunit ho pensato che sarebbe stato bello per gli studenti e gli operatori ascoltare quali siano le risorse e le esperienze delle persone che noi consideriamo poi “oggetto di cura” e invece sono soggetto. Una convinzione che rispecchia i principi ispiratori dell’Istituto: La Nostra Famiglia un’avventura — ha sottolineato il direttore generale, Marco Sala — . A tutti gli effetti, per il Servizio sanitario nazionale che il nostro partner principale siamo erogatori di servizi . Invece nella nostra mission non c’ la parola “erogazione” ma “prendersi cura”. un grande tentativo di incontrare, di condividere il bisogno di chi cerca i nostri servizi. A voi studenti auguro di capire questo, nel vostro percorso didattico e nei vostri tirocini: non soltanto erogare dei servizi, ma comprendere, condividere il significato e il bisogno per il quale la malattia spinge le persone a portare qui i loro bambini.

I presupposti scientifici: aiutare i malati a costruire resilienza

Il progetto Malattia come Opportunit nato dall’incontro tra il professor Giuseppe Masera, medico-pediatra, gi direttore della Clinica Pediatrica dell’Universit Milano-Bicocca all’Ospedale San Gerardo di Monza, la professoressa Antonella Delle Fave, ordinario di Psicologia all’Universit Statale di Milano, il dottor Alberto Scanni, medico oncologo che ha anche diretto l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e chi scrive. Un’iniziativa che partita da quattro persone animate da una forte convinzione personale — ha tenuto a rimarcare la professoressa Delle Fave — e poi si strutturata in qualche cosa che va avanti, cresce nel tempo e ha una portata che andata anche al di l delle nostre aspettative. Questo un lavoro comune, che stiamo costruendo. Il presupposto scientifico sono gli studi che soprattutto la Psicologia positiva porta avanti da oltre vent’anni per capire come persone in condizione di malattia siano in grado di costruire delle risorse — ha detto Delle Fave— , cio di rispondere in modo resiliente, ovvero di adattarsi a una condizione avversa in modo soddisfacente, non semplicemente rassegnandosi e accettando passivamente la propria condizione ma diventando gli artefici del proprio destino in modo attivo, prendendosi in mano la vita comunque. E questo vero sia per le persone malate che per i loro familiari. A partire da tutto questo nata l’idea di raccogliere in modo pi ampio le testimonianze di persone che colgono la condizione di malattia come un’opportunit, attraverso un’iniziativa editoriale del Corriere della Sera.

Un centinaio di testimonianze arrivate al blog di Corriere Salute

Una sfida per niente facile: Malattia come Opportunit quasi un ossimoro. Se uno parla con la gente, di solito si sente chiedere dove stia poi tutta questa opportunit — ha riflettuto il professor Giuseppe Masera —. Invece la malattia pu creare, attraverso la fatica che uno deve affrontare per superarla, l’occasione per scoprire delle risorse particolarmente favorevoli. Quello che stiamo proponendo ha alla base concetti non facili da capire n da acquisire, ma questo qualcosa che riteniamo la nostra esperienza possa contribuire a fare crescere, in modo da fare stare meglio le persone che affrontano uno dei problemi che la vita ci offre e che potremmo affrontare cercando di non farci abbattere dalla malattia e imparando invece qualcosa di positivo. Il “metodo” proposto ai lettori del Corriere quello della cosiddetta Medicina narrativa: raccontare la propria esperienza di malattia, scrivendo al blog Malattia come Opportunit della redazione Salute. Con un valore aggiunto, tuttavia: sforzarsi di pensare al risvolto positivo e non soltanto alla parte oscura del tunnel che si attraversato o si sta ancora attraversando. Sono contento di fare questa esperienza perch ritengo che il valore della parola sia una cosa importante — ha ribadito Alberto Scanni —. Mi ha stupito il numero di persone che hanno aderito a questa nostra proposta e mi ha stupito il fatto di quanta gente abbia bisogno di raccontare e di raccontarsi . Quindi credo che davvero abbiamo intercettato un bisogno. I numeri sembrano confermarlo: dalla pubblicazione del dossier che annunciava la nascita del Progetto , il 13 maggio 2018, all’indirizzo email (malattiaopportunita@corriere.it ) creato per l’iniziativa sono gi arrivate un centinaio di testimonianze.

Reazioni positive

Il futuro del Progetto ? ancora tutto da scrivere. Ma le reazioni raccolte fra gli studenti presenti all’inaugurazione dell’anno accademico a Bosisio Parini fanno capire di essere sulla strada giusta. Per me un’iniziativa molto positiva. Non credo che tutti possano dirsi favorevoli, perch ad alcune persone d solo fastidio fare certe domande. Per altre potrebbe essere una valvola di sfogo e magari sono in un buco nero e potrebbe essere l’inizio del veder l’opportunit. Io stessa entrando qui non avevo mai pensato assolutamente alla malattia come un’opportunit, ha detto una studentessa . Penso che quando torner a casa, ne parler. Anche perch io stessa ho una cuginetta nata cinque anni fa con un problema di salute. Ed stato mio zio fin da subito a cogliere la malattia di sua figlia come opportunit dicendomi : “Non ti preoccupare perch io sono contento anche soltanto del fatto di essere diventato pap, non importa del percorso che dovremo fare” , ha raccontato un’altra ragazza. Nella mia esperienza personale di malattia, un mezzo che ti permette anche un po’ di uscire dal reparto in cui sei ricoverata, come un blog, una cosa che ti fa stare bene. A me ha dato l’opportunit di ridere, di prendere con ironia quello che ho vissuto e tuttora vivo. E lo stesso per il personale sanitario e la mia famiglia. Abbiamo cercato in ogni situazione di rendere la cosa comica, perch questo ci ha aiutato. Ecco, sembra che il messaggio lanciato con il progetto Malattia come Opportunit sia stato ricevuto. Forte e chiaro.

19 ottobre 2018 (modifica il 19 ottobre 2018 | 19:15)

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Autore dell'articolo: admin