L’ultimo scontro tra Salvini e Di Maio è sul reato di abuso d’ufficio


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Foto: Maria Laura Antonelli – Michele Spatari / AFP 


 Salvini Di Maio




Un nuovo fronte, l’ennesimo, si apre nello scontro all’interno del governo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Accade a due giorni dalle elezioni europee e, questa volta, a provocare l’ormai quotidiano botta e risposta tra i due azionisti dell’esecutivo è la legge sull’abuso d’ufficio. Perché Salvini, nella giornata nazionale della legalità, si dice favorevole ad abolire la norma scatenando le ire del Movimento 5 Stelle, che della legalità ha fatto la sua bandiera fin dagli esordi.

“Sono assolutamente favorevole” ad abolire l’abuso d’ufficio, dice il ministro dell’Interno. “Voglio scommettere sulla buona fede degli italiani, degli imprenditori, dei sindaci: oggi abbiamo paura di firmare gli atti, di aprire cantieri, di sistemare le scuole. Bisogna togliere burocrazia e vincoli. Se per paura che qualcuno rubi blocchiamo tutto allora mettiamo il cartello affittasi ai confini dell’Italia e offriamoci alla prima multinazionale cinese che arriva”, aggiunge.

Parole che innescano l’immediata reazione di Luigi Di Maio che liquida la questione con un “più lavoro e meno stronzate!” scritto nero su bianco sul suo profilo Twitter. Il sospetto del capo politico del Movimento 5 Stelle è che dietro alla mossa di Salvini ci sia il tentativo di andare a cercare i voti dei condannati o di chi rischia la condanna per quel reato, in genere amministratori pubblici, sindaci e governatori. Persone con grandi pacchetti di voti a disposizione.

Nella disputa entra anche il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, per il quale l’abuso d’ufficio non va certo abolito, ma si può pensare a una modifica. D’altra parte, ricorda Salvini, non è la prima volta che Cantone sottolinea la necessità di “una profonda revisione del reato che rappresenta una ‘vera anomalia’ che provoca migliaia di fascicoli aperti nelle Procure che si concludono per la maggior parte dei casi con assoluzioni ma nel frattempo bloccano attività degli amministratori locali”.

Profonda revisione, dunque, e non “abolizione”: il Movimento 5 Stelle legge le parole del segretario della Lega come una “marcia indietro” e fonti parlamentari ne sottolineano l’importanza: “È inutile che ci giriamo intorno, Salvini e la Lega ieri hanno parlato di abolizione, hanno detto di voler abolire il reato di abuso d’ufficio. Se poi, come suggerisce il presidente Cantone, il quale ha precisato di essere contrario anche lui all’abolizione, si vuole rivedere la norma, necessità che peraltro riguarda molte altre leggi e provvedimenti, ben venga. Quando si migliorano le cose siamo sempre felici, è quando si vogliono nascondere sotto al tappeto che non ci va bene”. Il commento di Di Maio suona come un canto di vittoria: “Mi fa piacere che Matteo Salvini abbia fatto marcia indietro. Sto solo cercando di farlo ragionare”.

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