Ludopatia: i giovani colpiti sono maschi, vivono al sud, iniziano a 9 anni


18 milioni di italiani adulti (uno su tre) hanno giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno, di questi più di 13 milioni giocano in modo “sociale”, due milioni presentano un profilo a basso rischio, un milione 400 mila persone presentano un rischio moderato, un milione e mezzo sono giocatori problematici.

I minori «catturati»

Pur essendo vietato il gioco d’azzardo per i minorenni, sono quasi 700 mila i ragazzi tra 14 e 17 anni che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno: di questi, quasi 70 mila i giocatori problematici. Sono alcuni dati emersi da uno studio epidemiologico sul gioco d’azzardo realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con “Esplora”, nell’ambito di un accordo scientifico con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. «È il più grande studio mai realizzato in Italia – dice Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – . Ci offre la possibilità di fotografare un fenomeno, prevalente al Sud e nelle Isole, il cui monitoraggio può essere una guida per valutare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gli interventi di assistenza».

Il commento

«Lo studio epidemiologico osservazionale – spiega la coordinatrice Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto – ha avuto l’obiettivo di ottenere una stima rappresentativa della dimensione del fenomeno del gioco d’azzardo sul territorio nazionale nella popolazione adulta – coinvolgendo un campione di 12 mila persone – e in quella scolastica minorenne, col coinvolgimento di circa 15 mila studenti dai 14 ai 17 anni, per i quali la normativa in vigore vieta in assoluto la pratica del gioco d’azzardo. I giocatori d’azzardo sono coloro che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno – chiarisce Pacifici – . Ebbene, nella popolazione adulta abbiamo riscontrato che il 34,6 per cento della popolazione adulta gioca, cioè 18 milioni e mezzo di cittadini, di questi un milione e mezzo sono giocatori problematici, cioè faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco, a controllare la spesa, alterando i comportamenti sociali e familiari».

Problemi con il gioco, il profilo

Rispetto ai giocatori “sociali” i giocatori problematici utilizzano di più le slot machine e le video lotterie e presentano stili di vita meno salutari: fumo, abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Il rapporto ha indagato anche l’aspetto economico del gioco problematico. Il 58 per cento dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto dello stipendio rispetto allo 0,7 per cento dei non giocatori, uno su tre ha ottenuto prestiti da società finanziarie rispetto al 4 per cento dei non giocatori e, infine,il 14,2 per cento ha chiesto prestiti a privati rispetto allo 0,9 per cento dei non giocatori. Anche il luogo di gioco caratterizza il giocatore problematico rispetto a quello sociale. Secondo i dati emersi dallo studio, il giocatore problematico rispetto a quello sociale predilige i luoghi lontani da casa e dal lavoro e quelli che garantiscono la maggior privacy; invece, i giocatori sociali scelgono più spesso i luoghi vicino casa e al posto di lavoro. 

I ragazzi iniziano a 9 anni

Tra i giovani studenti sono in prevalenza i maschi i giocatori problematici, praticano soprattutto scommesse sportive e lotterie istantanee. «La prevalenza dei giocatori problematici – riferisce Pacifici – è al sud e nelle isole. Rispetto all’età di iniziazione, che è un fattore di rischio importante, aumenta la percentuale di chi ha iniziato a giocare tra 9 e 12 anni nel giocatore problematico. Curiosità e divertimento rimangono le principali motivazioni che inducono a giocare». Gli over 65enni che giocano, invece, sono oltre 3 milioni, sia uomini che donne. Di questi, il 2 per cento è un giocatore problematico. Preferiscono le lotterie e giocano soprattutto dal tabaccaio o al bar. 

Il numero verde

Per aiutare i giocatori a rischio di diventare dipendenti dal gioco d’azzardo, l’Istituto Superiore di Sanità ha attivato il numero verde 800.558822 che in modo anonimo e gratuito orienta i giocatori a rischio e problematici e i loro familiari sui servizi più vicini al loro domicilio in grado di sostenerli. Per far conosce il numero verde, l’Istituto ha avviato una campagna di comunicazione nazionale, che grazie al contributo di responsabilità sociale Rai, promuoverà la presenza di esperti del numero verde nelle trasmissioni. La campagna è sostenuta anche dalla Diocesi di Roma che promuoverà il numero verde nelle 336 parrocchie romane e in tute le sale di attesa di Italo treno.

18 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 13:11)

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Autore dell'articolo: admin