Lucio Dalla in cuffia | il manifesto


STARTER

Italia, 2018, 4’15”

musica: Lucio Dalla

regia: Ambrogio Lo Giudice

giudizio: bello

E’ sempre delicato realizzare un video per un autore scomparso, poiché il rischio è quello di essere celebrativi, retorici e comunque di usare troppo materiale di repertorio non potendo realizzare immagini originali del musicista. Per Starter, l’unico inedito (incompiuto) incluso nel quadruplo CD Duvudubà con 70 brani rimasterizzati di Lucio Dalla, non si poteva che chiamare Ambrogio Lo Giudice a confezionare il clip, poiché il suo nome è strettamente legato al cantautore bolognese per il quale ha girato, tra gli altri, Canzone e Ciao. Da parte sua Lo Giudice si è limitato a filmare decine di persone (giovani e meno giovani), neorealisticamente “prese dalla strada”, mentre ascoltano in cuffia o auricolari questo pezzo. Dalla viene evocato visivamente solo quando suona il sassofono, proiettato su un telo a mo’ di schermo. Starter comunque funziona, per la sua autenticità e perché restituisce la musica alla gente di Bologna in modo che tutti possano “sentirla” e interpretarla.

SHOTGUN

UK, 2018, 4’15”

musica: George Ezra

regia: Nelson De Castro and Carlos Lopez Estrada

giudizio: magico

Un quadrato di sabbia è lo spazio vitale di cui il cantautore britannico ha bisogno per esprimersi (da qui anche la scelta di utilizzare un formato 4/3). Così la macchina da presa lo filma dall’alto ruotando su se stessa e allargando il campo. Ma questo pezzetto di terra – sospeso in un magrittiano cielo nuvoloso – per tutto il tempo si ribalta all’infinito, svelando nuovi scenari soprattutto naturali e situazioni sempre diverse. Shotgun è tutto basato su questo formidabile dispositivo “sottosopra”, che consente di rovesciare e mutare continuamente la prospettiva, secondo un’iconografia che mescola scultura iperrealista e cartoon.

FACCIO QUELLO CHE VOGLIO

Italia, 2018, 9’

musica: Fabio Rovazzi

regia: Fabio Rovazzi e Mauro Russo

giudizio: cult

Così come la banca del seme o delle staminali, nell’immaginario di Rovazzi esiste anche la banca del talento, in cui una serie di cantanti italiani hanno depositato le loro voci e la loro creatività. Il piano del nostro protagonista è impadronirsi di questo patrimonio canoro in modo da risolvere la sua crisi di ispirazione. Dopo il clip Volare dello scorso anno, l’enfant prodige della musica pop-demenziale, diventa sempre più ambizioso scrivendo, dirigendo e montando un expanded video di 9 minuti ad altissimo budget, parodia degli action movie alla 007 e zeppo di effetti speciali, con la partecipazione di una folta serie di personaggi famosi: da Morandi a Ramazzotti, da Al Bano a Briatore, da Rita Pavone a Boldi, Il tutto al ritmo della sua ultima canzoncina dance, diventata il tormentone dell’estate 2018. Faccio quello che voglio è divertente, incalzante, pieno di trovate ma un po’ del merito va anche al co-regista, il gettonatissimo Mauro Russo.

SOPHIE

Nuova Zelanda, 2002, 3’47”

musica: Goodshirt

regia: Joe Lonie

giudizio: bello

Risolto con un unico totale in piano-sequenza, Sophie racconta la triste e breve storia di una ragazza cui alcuni ladri svaligiano casa, mentre lei è distratta ad ascoltare in cuffia e a cantare in playback nel soggiorno il brano a lei dedicato. Decisamente divertente soprattutto per l’idea di mostrare un’azione in tempo reale, cioè la durata effettiva della canzone, il clip è diretto da Lonie, autore di altri 5 videoclip del 2001-2002 per i Goodshirt. Inutile dire che gli abili e silenziosi ladri sono interpretati dagli stessi membri della band di Auckland.


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Autore dell'articolo: admin