“L’Ocse non parla di Austerity”


Il ministro definisce quota 100 una misura sperimentale che serve ad affrontare un problema di transizione.

Giovanni Tria Ocse risposta su quota 100

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, interpellato in conferenza stampa sul rapporto dell’Ocse dal quale emerge una certa preoccupazione per i conti italiani, soprattutto in relazione a quota 100, ha detto che questa iniziativa del governo Conte non è solo una misura temporanea, ma anche sperimentale, perché serve ad affrontare un problema di transizione” che esiste sul mercato del lavoro e che è stato creato proprio dalla riforma Fornero con ricadute di “equità sociale ma anche con una interruzione del turn over naturale della forza lavoro, rallentando anche il turn over delle competenze”.

Tria ha anche cercando di rassicurare sulla situazione dell’economia italiana e ha detto che il governo sta “adottando misure per contenere il rallentamento” e per “tenerci in area crescita positiva anche nel 2019”, poi ha aggiunto che l’esecutivo manterrà gli obiettivi di deficit. Il ministro ha tenuto a precisare che ogni caso il governo tiene conto delle raccomandazioni del rapporto Ocse, ma ha aggiunto di non aver visto “disaccordi di fondo ma riflessioni importanti”.

Quando gli è stato fatto notare che Luigi Di Maio ha commentato che l’Ocse crede che l’Italia debba attuare politiche di austerity, il ministro dell’Economia ha invece detto che “l’Ocse non parla di austerity”.

Inoltre, in una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze si legge che la valutazione dell’Ocse sul reddito di cittadinanza è positiva “ove inteso non come strumento assistenziale, bensì come misura di politica attiva del lavoro” e che il reddito di cittadinanza, così come è concepito, “consentirà alla popolazione a rischio di emarginazione sociale di entrare per la prima volta o reinserirsi nel mercato del lavoro attraverso il coinvolgimento attivo in percorsi formativi e lavorativi”

Inoltre il Mef spiega che l’Ocse “evidenzia alcune criticità in termini di disparità di reddito e condizioni sociali tra il Nord e il Sud”, ma in generale si registrano segnali incoraggianti “sul versante degli indicatori di benessere in merito all’equilibrio fra vita privata e lavorativa, alla presenza di connessioni sociali e allo stato di salute delle persone. Aspetti per i quali l’Italia presenta valori superiori alla media degli altri Paesi“.


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Autore dell'articolo: admin