Lo show di Salvini al Congresso delle Famiglie. E la dura replica di Di Maio


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A Verona ci sono i “fanatici” che affrontano il tema della famiglia “con l’odio verso il prossimo e la discriminazione”: parola di Luigi Di Maio. “Se parlare di mamme e papà vuol dire essere sfigati, io sono orgoglioso di esserlo. Odio? Sì, fuori c’è odio. Di Maio sbaglia piazza”: replica di Matteo Salvini. I due vice premier tornano a scontrarsi sul tema della famiglia nel giorno del congresso di Verona, che da settimane divide i due azionisti del governo.

Da un parte la Lega, che nella città veneta è massimamente rappresentata da Salvini e dai ministri Marco Bussetti e Lorenzo Fontana. Dall’altra il Movimento 5 stelle con il suo capo politico che ribadisce la contrarietà dal raduno di “fanatici” partecipando quasi contemporaneamente alla manifestazione organizzata dal sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora e dall’Agenzia nazionale per i giovani, ‘Oggi protagonisti’, insieme a 600 ragazzi provenienti da tutta Italia.

“Si parla tanto di famiglia in questi giorni: noi teniamo tanto alla famiglia e siamo molto preoccupati per il fatto che l’italia sia l’ultimo Paese a fare figli in Europa – scandisce Di Maio -, ma mentre a Verona si sta affrontando questo tema con l’odio verso il prossimo, con le discriminazioni e dicendo che la donna se ne deve stare chiusa in casa ad allevare i figli, noi qui guardiamo al futuro”. Il vice premier pentastellato poi rammenta che “nel contratto di governo non c’è niente di quello che si sta discutendo a Verona”. A Di Maio fanno eco diversi esponenti 5 stelle, dallo stesso Spadafora, ad Alfonso Bonafede a Stefano Buffagni.

Sulle adozioni Conte striglia Salvini

Intanto, al Nord, Salvini trasforma in show la sua partecipazione al congresso delle famiglia. E apre un nuovo fronte: quello delle adozioni internazionali, invitando, prima Spadafora poi il premier Giuseppe Conte, a “fare di più”. Peccato che, stando a quanto sottolineato da una nota di Palazzo Chigi dalla quale filtra una certa irritazione, la delega alle adozioni internazionali sia “in capo al ministro leghista Lorenzo Fontana”. “Il presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di presidente della Commissione per le adozioni internazionali”, si sottolinea da Palazzo Chigi.

“Spetta quindi a Fontana adoperarsi, come chiesto da Salvini, per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano”, si replica. “Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione”, è la ‘strigliata’ al ministro. 

Ma per la Lega i diritti acquisiti non si toccano

Da Verona, in ogni modo, Salvini ha ribadito che la posizione della Lega è di “non toccare quello che già c’e'”, dalle leggi su aborto e divorzio, a quelle sulle unioni civili. Detto questo, il segretario leghista ha sostenuto di credere che “un bambino abbia bisogno di una mamma e un papà” e ribadito la contrarietà alle adozioni alle coppie omosessuali e alla “barbarie” dell’utero in affitto, che “usa la donna come bancomat”. “Il 99 per cento dei gay con cui ho avuto modo di lavorare non è interessato”, ha affermato, precisando di non avere nulla in contrario alle famiglie arcobaleno, “basta che i bimbi stiano bene”. 

Il capo della Lega ha poi ribadito di essere a favore della “riforma del diritto di famiglia” anche se ha bollato il ddl Pillon come “punto di partenza” aperto a modifiche e critiche. Altro tema quello delle case famiglie. Salvini ha annunciato che proporrà una “commissione di inchiesta” che proceda a una mappatura di questi istituti, denunciando casi che gli sono stati segnalati “nel centro Italia” in cui avvengono maltrattamenti e i minori sono “sequestrati” perché oggetto di “business”, in un sistema in cui la “contiguità tra controllori e controllati” è, a suo dire, sospetta.

E il ministro citò Orwell

Arrivando alla Gran guardia per il congresso, il ministro dell’Interno non si è sottratto alla piazza divisa tra fischi ‘Vergogna’ e i cori a suo sostegno ‘Matteo, tieni duro”. Indosso la maglietta del congresso (che ritrae un nucleo familiare di quattro persone: madre, padre e due bambini), Salvini, separato con due figli da due donne diverse, ha ammesso di non essere il “testimonial” perfetto della famiglia tradizionale. Proprio per questo ha assicurato però di voler aiutare i genitori separati, sua battaglia storica. Durante il suo discorso ha citato spesso i figli, oltre ai suoi genitori, e al “buon Dio”. Citazione anche per ‘1984’ di George Orwell. La campagna mediatica contro questo congresso ha ricordato al leader leghista lo “psicoreato” usato dal Grande fratello orwelliano.

Di Maio: “Se mangi allo stesso tavolo la pensi come loro”

Di Maio torna sul punto in un post su Facebook: “Il problema è che li’ c’è chi vuole negare i diritti degli altri. Diritti conquistati con battaglie durate anni. Queste libertà non possono essere messe in discussione per ideologia. Uno può essere contrario all’aborto e non praticarlo, ma mettere in discussione la libertà individuale su questo punto è inaccettabile. È questo il tema. A Verona è stato distribuito un finto feto come gadget, ho letto dichiarazioni sconvolgenti sulla legge sull’aborto, alcuni partecipanti hanno persino negato il femminicidio. E se vai a mangiare al loro stesso tavolo, per me, la pensi come loro. Ma tant’è”.

“Ciò su cui non transigo, invece, – aggiunge Di Maio – è proprio questa ridicola rincorsa a strumentalizzare le difficoltà di madri e padri. Si parli di famiglia, d’accordo, ma senza strumentalizzare, come invece sta provando a fare qualcuno, da sinistra a destra. Pensiamo piuttosto a dare incentivi alle giovani coppie, pensiamo agli sgravi fiscali per le famiglie monoreddito con più figli a carico, ad aiutare le mamme a conciliare tempi di vita e di lavoro. La famiglia non è un palco, nè una piazza, è una cosa seria. E la politica ha un altro compito: oltre quello di parlare e organizzare congressi, deve risolvere i problemi!”

Sulla famiglia, afferma ancora il vicepremier, “nel MoVimento ognuno ha le sue sensibilità. Ad esempio per me è madre e padre, non l’ho mai nascosto, e non ho la presunzione di voler imporre la mia idea a qualcun altro. Ma a Verona non ci sono andato comunque. E sapete perché? Perche’ il problema è che lì, la madre, non è considerata una donna!”

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Autore dell'articolo: admin