Lo scontro tra Salvini e Spataro, ripercorso dall’inizio 


Salvini Spataro mafia nigeriana



Sono le 8.57 quando il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, impugna il cellulare e, con un tweet, riferisce dello “straordinario intervento” dei Carabinieri a Palermo contro la “nuova cupola di Cosa nostra”. “Non solo – aggiunge il titolare del Viminale in un secondo cinguettio – anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla polizia, che poi ha ammanettato otto spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano”. Tutto sembra rientrare nell’ordine delle comunicazioni consuete e giornaliere del vicepremier che, di frequente, inizia la giornata con tweet sui risultati ottenuti dalle forze dell’ordine.

Qualche ora dopo, però, piomba il gelo del procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che in una nota stigmatizza quanto accaduto, accusando lo stesso Salvini di aver rischiato di mandare a monte l’operazione: “Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie”, attacca Spataro. Il magistrato aggiunge: “Al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa”.

Durissima la replica di Salvini alle critiche del procuratore. “Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell’Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca”, risponde il leader leghista. “Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato”, è l’affondo.

La bomba è ormai esplosa: nel Pd c’è chi chiede le dimissioni del ministro e anche Leu va all’attacco, mentre tace il Movimento 5 stelle. Nessuna presa di posizione arriva da Forza Italia o FdI. La polemica intanto si allarga oltre i confini della politica, e coinvolge anche il Csm, con David Ermini che difende il lavoro di Spataro.

Il vicepresidente del Csm fa sapere di aver telefonato al procuratore della Repubblica di Torino per esprimergli “apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo e pieno riconoscimento per l’alta professionalità e per l’impegno dimostrati in tutti questi anni”. Un “impegno da grande e leale servitore dello Stato che non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti”. Ancor di più, insiste Ermini, “il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda”.

Al fianco di Spataro si schiera anche il procuratore generale di Torino, Francesco Enrico Saluzzo, che giudica le parole di Salvini “inaccettabili e sgradevoli per tono e contenuto”, mentre i consiglieri togati di Area Giuseppe Cascini, Ciccio Zaccaro, Alessandra Dal Moro e Mario Suriano, con un documento inoltrato al Comitato di presidenza del Csm, chiedono di aprire una pratica a tutela del capo della procura di Torino Armando Spataro.

Ma Salvini non cede di una virgola, e anzi rilancia: “Non si permetta nessuno dire che il ministro dell’Interno mette a rischio un’operazione di polizia perchè fa un tweet un’ora dopo la comunicazione ufficiale” del capo della polizia Francio Gabrielli, insiste durante una diretta facebook.

“Lo dico con grandissimo rispetto per i magistrati, però gli attacchi gratuiti politici lasciamoli” fare ad altri “a meno che uno non si voglia candidare alle elezioni”, conclude il vicepremier, che commenta sarcastico le dichiarazioni di Ermini: “Che roba… sono preoccupatissimo” “Ho un messaggio sul mio telefono che l’operazione era conclusa”, per poi ribadire: “Ho un messaggio sul mio telefono” in cui la Polizia di Stato “mi diceva che l’operazione era conclusa”.

Per Roberto Saviano il “ministro più scarso di questo governo risponde nel solo modo che conosce: invitando al linciaggio”. Durissimo anche Matteo Renzi: “Lo sciacallo si è montato la testa”. “Salvini si scusi con Spataro e dia le dimissioni. Le parole usate nei confronti del procuratore capo di Torino sono offensive e inammissibili”, afferma il vice presidente dem della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio. Per Pietro Grasso “l’incompetenza di Salvini favorisce i criminali”. 

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Autore dell'articolo: admin