Lo prima volta di Cattelan


VIVI, TIRANNO

USA, 2018, 4’19”

musica: Anthony Roth Costanzo

regia: Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari

giudizio: magico

Uno degli artisti italiani più provocatori di sempre, Maurizio Cattelan, coadiuvato dal fotografo Pierpaolo Ferrari e da una nutrita schiera di collaboratori (tra cui il videoartista Yuri Ancarani) debutta nella videomusica con questo Vivi, tiranno io t’ho scampato (aria di Rodelinda, con musica di Handel, interpretata dal tenore Anthony Roth Costanzo). Cibo ed eros messo in scena attraverso decine di quadri surreali in movimento, con colori molto pop, un occhio rivolto alla rivista Toilet Paper (creata da Cattelan) e un altro ai collage di Sammy Slabbink. Si tratta di un’operazione piuttosto originale, poiché i video di musica lirica sono quasi tutti banalmente ambientati nei chiostri delle chiese. Da segnalare anche un altro promo appena uscito di Roth Costanzo (in collaborazione con Glass e Byrne) diretto da Mark Romanek: Liquid Days.

NTERINI

Mali/Francia, 2018, 4’19”

musica: Fatoumata Ndiawara

regia: Aida Muluneh

giudizio: così così

Una serie di quadri, girati probabilmente nel deserto del Mali, con la cantante vestita, truccata e acconciata con abiti tradizionali che performa il suo brano. Qualche effetto digitale rende ancora più surreale il tutto, come lo sdoppiamento speculare del suo corpo. Ma a parte la maggior parte delle sequenze (in cui spiccano i colori blu e rosso) dove domina la presenza di Fatoumata, di tanto in tanto il paesaggio naturale e umano della sua terra ci riporta alla realtà. Il fascino di Nterini è anche il suo limite, ovvero l’esotismo. La fotografia è di Daniel Girma, gli sgargianti abiti sono di Gouled Abishakour Ahmed.

CI LIBEREREMO

Italia, 2018, 2’32”

musica: Hiperico

regia: Francesco Cabras

giudizio: bello

Le cose semplici sono spesso anche le più riuscite. E con ci libereremo Francesco Cabras (videomaker e fotografo, membro del collettivo Ganga Film) si limita a riprendere al ralenti un ragazzo mentre emerge dalla sabbia vulcanica nella quale era sepolto. L’immagine decolorata rafforza quel tanto di surreale e simbolico che il clip vuole trasmettere: l’atto concreto del liberarsi da uno stato di prigionia e immobilità, traduce il testo della canzone del cantautore romano mediante un elemento performativo. Malgrado lo stesso regista citi film come Zabriskie Point e Il signore delle mosche, il video ricorda un po’ la performance di Pino Pascali filmata dall’artista Luca Patella nel finale del suo famoso cortometraggio SKMP2 (1968).

TOMORROW NEVER COMES

Italia, 2015, 2’32”

musica: Nero

regia: Samantha Stella

giudizio: cult

I corpi del musicista (conosciuto anche come Nero Kane) e della stessa regista (che è anche danzatrice e performer) si alternano – insieme o separatamente – davanti alla camera e, seppure congelati come statue, il movimento è dato dal loro ruotare su una pedana. Tra videoclip e installazione artistica, l’estetica underground, erotica e in bianco e nero (vedi per es. i videoclip di Richard Kern per Lydia Lunch) si mescola alle sculture viventi di Gilbert and George, con un risultato fortemente straniante che ben illustra il ritmo ipnotico della musica scandita dalla chitarra elettrica di Nero. La fotografia è di Lilia Carlone.


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