L’Italia sta seriamente rischiando di perdere le Olimpiadi 2026


L'Italia sta seriamente rischiando di perdere le Olimpiadi 2026

 (Afp)


 Yuzuru Hanyu, l’atleta giapponese durante la sua esibizione ai giochi invernali di Seul, 2018




La candidatura italiana alle Olimpiadi invernali 2026 rischia seriamente di finire fuori pista: il governo ha bocciato la proposta congiunta di tre sedi – Torino, Cortina e Milano – e in extremis Lombardia e Veneto hanno lanciato una proposta per tenere in piedi una candidatura italiana “a due”.

Oggi sarà il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a formalizzare a Losanna il progetto per disputare i Giochi a Milano e Cortina, con il coinvolgimento di Anterselva in Alto Adige, in un incontro con il presidente del Cio, Thomas Bach. “La proposta” di una candidatura a tre “non ha il sostegno del governo ed è quindi morta qui”, ha sentenziato con rammarico il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. “È anche un fallimento mio personale”, ha spiegato l’esponente leghista, “ho lavorato per arrivare a soluzione condivisa” ma “sono prevalse forme di dubbio piuttosto che sospetto e il governo non ritiene che una candidatura fatta così possa avere ulteriore corso”.

A chi si deve questa situazione?

Pur senza voler “ribaltare responsabilità su alcuno dei sindaci”, Giorgetti ha fatto capire che hanno pesato le riserve il sindaco di Milano, Beppe Sala, e della sindaca di Torino, Chiara Appendino. “I sindaci hanno ribadito le loro perplessità, ma una cosa così importante e seria richiede condivisione, spirito ed entusiasmo che onestamente non ho rintracciato in questa fase”. Giorgetti è sembrato chiudere la porta a soluzioni non alternative (“non avranno il sostegno dell’esecutivo”) spiegando che il governo ha comunicato la sua decisione al Coni che domani a Losanna incontrerà il Cio per presentare la decisione italiana.

In pista potrebbe il tandem Milano-Cortina, sostenuto dal Coni. I due governatori, Attilio Fontana e Luca Zaia, si sono detti disponibili a lavorare a una soluzione “lombardo-veneta” perché “arrivati a questo punto è impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata”.

Per Sala è una proposta che “merita un rapido approfondimento”: “La mia posizione è nota, ma questa soluzione può funzionare”. Nel pomeriggio Malagò, andrà a Palazzo Chigi per illustrare il dossier che domani porterà al Cio a Losanna. La candidatura avrà un sostegno, anche finanziario, delle due regioni. La speranza del Coni è di evitare la terza bocciatura consecutiva di una candidatura italiana, dopo le due di Roma per i Giochi estivi.

La soluzione lombardo-veneta

Un assist è arrivato dal vicepremier, Matteo Salvini: “Se i fondi li trovano loro, e se la spesa è limitata, perché no a Olimpiadi organizzate da Veneto e Lombardia? L’importante è che l’Italia torni ad essere protagonista”, ha dichiarato il leader leghista all’Agi L’altro vicepremier. Luigi Di Maio, ha criticato “l’atteggiamento del Coni che, nel tentativo di non scontentare nessuno, non ha avuto il coraggio di prendere una decisione chiara sin dall’inizio, creando una situazione insostenibile in cui come al solito si sarebbero sprecati soldi dello Stato”. “A questo punto chi vorrà concorrere dovrà provvedere con risorse proprie”, ha avvertito.

Il governatore della Lombardia, Fontana, ha confermato che Milano e Cortina possono farcela da sole: “Con gli aiuti del Cio certamente, se lo Stato ritiene di non intervenire vedremo di cavarcela con le nostre risorse”. Intanto, però, le opposizioni vanno all’attacco: il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha avverttito che “se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia con il sostegno del Governo, saremmo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte, manovra che la componente pentastellata non ha saputo fermare, neanche per difendere gli interessi di una città la cui sindaca è una esponente di primo piano del M5s”.

L’assegnazione dei giochi tra un anno, a Milano

Il Pd ha accusato il governo di non aver saputo gestire il dossier olimpico. Il nuovo masterplan Cortina-Milano coinvolge l’altoatesina Anterselva, in Val Pusteria, considerata una delle capitali mondiali del biathlon. A Milano si svolgerebbero i tornei di hockey e a Cortina quelli di curling. Resta confermata la sede di Predazzo per quanto concerne le specialità del salto e della combinata nordica. La candidatura congiunta era stata proposta ad agosto dal governo ma si era subito scontrata con riserve e gelosie, soprattutto da parte di Torino e Milano. La candidatura italiana verrà presentata ufficialmente ad ottobre in occasione del congresso del Cio a Buenos Aires. L’assegnazione dei Giochi del 2026 avverrà il 10 settembre del 2019 a Milano in occasione della 134ma Sessione del Cio. Milano e Cortina dovranno vedersela con Calgary (Canada), Erzurum (Turchia) e Stoccolma (Svezia). Si sono già ritirate Graz (Austria), Sion (Svizzera) e da ultimo Sapporo (Giappone).

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