«L’immunoterapia che è valsa il Nobel è l’arma in più, anche contro i tumori femminili»


Pochi giorni fa a Stoccolma sono stati assegnati i premi Nobel. Quello per la Medicina è andato a due scienziati, l’immunologo americano James P. Allison e il giapponese Tasuku Honjo, che «hanno capito che si può stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell’umanità», si legge nelle motivazioni dell’Accademia. I loro studi in questo settore sono iniziati nei primi anni Novanta ed è soltanto dopo circa 25 anni che hanno potuto raccogliere i frutti, in termini di riconoscimenti e di farmaci che già concretamente esistono e vengono utilizzati, anche in Italia, in pazienti con diversi tipi di cancro che prima lasciavano solo pochi mesi di vita.Le conquiste scientifiche richiedono molti anni«L’immunoterapia è la nuova frontiera della cura ai tumori e oggi dà risultati promettenti in molte neoplasie per le quali c’erano poche speranze, come i melanomi cutanei metastatici o i carcinomi polmonari e renali in fase avanzata – spiega Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi -. E’ una strategia che mira sostanzialmente a rafforzare il sistema immunitario dei malati, che viene potenziato attraverso anticorpi o vaccini che «insegnano» all’organismo come riconoscere e aggredire le cellule cancerose. E’ una nuova arma in più, accanto a quelli che restano i pilastri efficaci per combattere il cancro (chirurgia, radioterapia, chemioterapia e target therapy o farmaci a bersaglio molecolare): riesce ad allungare la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti più gravi, quelli con una malattia già in stadio metastatico, garantendo loro anche una buona qualità di vita perché gli effetti collaterali vengono generalmente ben tollerati». C’è voluto però oltre un quarto di secolo perché i lavori degli scienziati in laboratorio venissero tradotti in medicinali utilizzati in una corsi d’ospedale. E’ difficile da spiegare a chi è malato oggi, ai suoi familiari, che vorrebbero vedere subito i risultati. Ed è spesso frustrante anche per i ricercatori, che trascorrono intere giornate fra esperimenti e studio. Ma è la realtà: le conquiste in ambito medico e scientifico richiedono anni. E molta pazienza.

Quasi 3 milioni e 400 mila italiani vivono domo una diagnosi di tumore

«I tempi della ricerca sono inevitabilmente lunghi, è il nostro lavoro – dice Veronesi, che è anche professore associato all’Università di Milano e direttore del Programma Senologia all’Istituto Europeo di Oncologia -. Ma se si guardano oggi le statistiche sui tumori vediamo quanti progressi straordinari abbiamo fatto nella diagnosi precoce, nella prevenzione e nelle cure e raggiunto risultati che solo 30 anni fa sembravano obiettivi irrealizzabili: nel 2018, sono quasi 3 milioni e quattrocentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore. Un esercito che rappresenta il 6 per cento dell’intera popolazione, un connazionale su 19». Un dato in costante aumento, grazie soprattutto alla scoperta della malattia ai primi stadi e all’arrivo di nuove, efficaci, terapie.Basti pensare al tumore dell’utero, una volta fra i più letali: oggi esiste un vaccino che nel nostro Paese viene somministrato gratuitamente alle ragazzine 12enni e sappiamo che così possiamo praticamente evitare che si ammalino. E con il Pap test e il nuovo test Hpv, anche se svilupperanno un carcinoma, lo si può individuare agli esordi, in modo che la vita di migliaia di donne non sia messa in pericolo.

Pink is Good, il progetto che raccoglie fondi per la ricerca

«Anche i numeri del tumore al seno sono emblematici – continua il presidente di Fondazione Veronesi, che dal 2003 sostiene la ricerca scientifica in ambito oncologico ed è impegnata a diffondere una cultura di prevenzione -: oggi l’87 per cento delle italiane che si ammalano è vivo cinque anni dopo la diagnosi e in totale sono ben 800mila le donne che nel nostro Paese hanno avuto un carcinoma mammario. E traguardi simili sono stati raggiunti in altri tipi di cancro, come ad esempio quelli di prostata e tiroide». Ad ottobre, mese dedicato in tutto il mondo alla sensibilizzazione sul tumore al seno, Fondazione rinnova il suo impegno nella lotta alla neoplasia più diffusa fra le donne, ma non solo: con il progetto Pink is Good raccoglie fondi per finanziare numerose borse di ricerca a medici e ricercatori di altissimo profilo, che hanno deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla cura dei tumori femminili, quali quelli di seno, utero e ovaio.

L’appuntamento a Milano il 28 ottobre

L’appuntamento con la PittaRosso Pink Parade è a Milano il 28 ottobre alle 10.30: partenza prevista da Piazza del Duomo e arrivo all’interno di Parco Sempione. Si può scegliere tra una camminata di 5 chilometri, per chi preferisce una passeggiata attraverso il centro cittadino, o una corsa cronometrata non competitiva di 10 km per i runners. Se si sceglie la passeggiata, è possibile iscriversi in tutti i negozi PittaRosso fino a sabato 27 ottobre, oppure online fino a venerdì 26 ottobre alle ore 18 su www.pittarossopinkparade.it . Sarà inoltre possibile registrarsi presso il villaggio in Piazza del Cannone sabato 27 dalle ore 11 alle 18 e il giorno stesso dell’evento dalle ore 7.30 alle 9.30. Quota di iscrizione 12 euro, bambini fino a 12 anni gratis. Per la corsa, riservata ai maggiorenni, è prevista invece solo l’iscrizione sul sito, entro venerdì 26 ottobre alle ore 18, con una quota di euro (comprensiva di cronometraggio, spogliatoi, deposito borse e assicurazione giornaliera Free Sport). Ciascun partecipante adulto riceverà: pettorale, t-shirt tecnica Reebok, gym-sac Ikon contenente gadget e omaggi dei partner, ristoro e assistenza medica.

AAA Pink Ambassador cercasi: una nuova squadra di donne ex pazienti

Dimostrare che dopo la malattia si può tornare a vivere più forti di prima, anche grazie alla corsa. Con questo obiettivo Fondazione Veronesi recluta anche quest’anno per il Pink is Good Running Team donne curate per un tumore femminile. Confermati gli allenamenti a Milano, Roma, Torino e Verona, nel 2019 verranno attivati altri team nelle città dove ci saranno più candidature.Le Pink Ambassador selezionate sosterranno un intenso allenamento gratuito di 6 mesi, gestito dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, per prepararsi a correre una mezza maratona internazionale nella primavera 2019. Il reclutamento di donne operate di tumore (seno, utero o ovaie, che abbiano concluso le terapie entro febbraio 2018) è attivo dal 12 ottobre al 4 novembre 2018 candidandosi sul sito www.pinkisgood.it.

Visite gratuite con gli esperti del CDI

Il Centro Diagnostico Italiano (CDI) sarà a fianco di Fondazione Veronesi nel mese della prevenzione contro il cancro al seno con appuntamenti dedicati alle donne per ricordare l’importanza della diagnosi precoce.Sabato 20 e domenica 21 ottobre il camper di CDI adibito ad ambulatorio mobile stazionerà in piazzale Cadorna offrendo visite senologiche gratuite con gli esperti del Centro; sabato 27 e domenica 28 tornerà villaggio allestito in piazza del Cannone per la PittaRosso Pink Parade. In entrambe le occasioni è necessario prenotare contattando da lunedì a venerdì (ore 9–17) il numero 0248317300.

15 ottobre 2018 (modifica il 15 ottobre 2018 | 18:09)

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Autore dell'articolo: admin