“L’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile”


Con lo spread a 300 e l’euro a picco, il Premier interviene a difesa dell’euro.

Giuseppe Conte su euro ed Europa

Stamani lo spread ha sfondato quota 300, tutto mentre è in corso l’Ecofin, che però il nostro ministro dell’Economia Giovanni Tria ha abbandonato in anticipo. Il Premier Giuseppe Conte ha sentito la necessità di una dichiarazione pubblica, affidata come spesso avviene a Facebook, in cui prova a calmare gli animi sottolineando che non è intenzione dell’Italia uscire dall’euro:

“L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo. Stiamo ultimando i dettagli di una manovra seria e coraggiosa, volta a sostenere la crescita nel segno dello sviluppo sostenibile e dell’equità sociale”

La frase “qualsiasi dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi con una libera e arbitraria opinione” è molto probabilmente un riferimento alle dichiarazioni del leghista Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, che ha detto che “l’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei proprio problemi”. Il Premier ha poi fatto riferimento alla manovra economica:

“Il pacchetto di misure che stiamo mettendo a punto intende coniugare equità ed efficienza, perché all’introduzione di uno strumento fondamentale contro la povertà come il reddito di cittadinanza si accompagnano profonde riforme strutturali del mercato del lavoro, come la riforma dei centri per l’impiego, e misure fondamentali per dare impulso agli investimenti come la semplificazione del codice degli appalti, la deburocratizzazione della P.A. e la riforma del codice civile e del processo civile. Inoltre, riformiamo il sistema fiscale alleggerendo la pressione per i professionisti e per le imprese che investono ed assumono, aiutandole a progettare e a costruire il proprio futuro”

Infine Conte ha accennato al “più grande piano di investimenti della storia italiana”, enfatizzato nei giorni scorsi anche da Luigi Di Maio (ma che nessuno ha ancora visto), e ha ribadito il rispetto delle istituzioni europee:

“Abbiamo poi predisposto il più grande piano di investimenti della storia italiana, ampliando di 15 miliardi nei prossimi tre anni lo stanziamento di 38 miliardi già previsto per i prossimi quindici anni. Vogliamo dare al Paese infrastrutture moderne e sicure, rendendolo un laboratorio permanente di innovazione e sviluppo. Tutto il governo, compatto, è al lavoro con questo obiettivo.

Noi rispettiamo le nostre prerogative sovrane e rispettiamo altresì le Istituzioni dell’Unione Europea che abbiamo contribuito a fondare e che rimane la nostra casa comune.

Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli, fiduciosi di poter dimostrare, carte alla mano, la bontà del lavoro sin qui fatto”




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Autore dell'articolo: admin