L’eterno ritorno di Alessandro Di Battista


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Francesco Fotia / AGF


Alessandro Di Battista




È l’eterno ritorno. Stoccata e fuga. Per un viaggio intorno al mondo. Anche se non è più detto che ritornerà a viaggiare. E fare reportage. Stiamo parlando di Alessandro Di Battista, 40 anni, il “subcomandante” del M5s, un piede fuori e uno dentro la politica, che ha dato alle stampe un agile pamphlet di 146 pagine dal titolo Politicamente scorretto, prodotto e distribuito dalla casa editrice de Il Fatto Quotidiano, Paperfirst, in cui, tra varie ed eventuali, si può anche leggere: “Un conto è fare un patto di governo, un altro è essere complici” mentre invece continuano “gli squallidi giochi di potere”.

Un giudizio pesante sulla politica dei 5 Stelle alleati della Lega a Palazzo Chigi e anche sul capo politico, Luigi Di Maio, che la sta attuando, e che – “arroccato a Palazzo Chigi – fa sapere di non aver letto il libro e di avere altro da fare”. Per il Corriere della Sera, che ne descrive i contenuti, il libro è “una piccola bomba a mano tirata sul governo, su Matteo Salvini e su Luigi Di Maio”. E contro il Subcomandante, sulla base delle prime anticipazioni, ha scatenato “una rivolta contro l’ex indeciso se andare al fronte o restar e nelle retrovie”, il quale però nel frattempo “ha pensato bene di minare dalle fondamenta l’esecutivo“. Con numerose contestazioni contenute nelle molte chat “che viaggiano tra i parlamentari”.

Su Di Maio dice di avere il dovere “di pungolarlo, di spronarlo, di criticarlo ove necessario”, dice anche di non aver mai pensato di sostituirlo pur tuttavia gli impunta un grave e “grande errore” e cioè l’esser stato zitto sui 49 milioni spariti della Lega. Così ora il Movimento è fiacco, senza più “un sogno” in cui identificarsi, ciò che si riflette anche sul governo Conte al quale riconosce “molti successi, ma il cambiamento vero si ottiene con il coraggio”. 

Su Salvini non ci va leggero: “Mi fidavo di lui”, dice Di Battista, ma ora “sta giocando sporco. Fa strategia, provoca, cerca pretesti per attribuire al Movimento la rottura, perché la sola cosa che gli interessa è fare il premier”. Perciò ora è diventato “inaffidabile”, “schiavo del potere” ed è soprattutto “un politico vecchio”, “uno del sistema”, “un garantista solo con gli amici”.

Con il suo libro, secondo Il Giornale, “Di Battista studia le pratiche del divorzio” dal governo, chiosando: “Un pamphlet che somiglia alle Tesi d’Aprile, il programma politico che scrisse Lenin appena tornato dall’esilio svizzero, proprio come ha fatto Di Battista ma di ritorno dal suo viaggio di piacere in Sudamerica”. Salvini? Il capo leghista viene definito come “il Dudù di Berlusconi”, il quale “è un nemico della collettività”; i Benetton sono dei “prenditori”; Giovanni Malagò un “coatto”; Fabio Fazio “un Ghedini qualsiasi”; Armando Siri un indagato e – chiede Di Battista – “voi lascereste vostro figlio a casa di un uomo indagato, non condannato definitivamente, solo indagato per pedofilia?” riporta e scrive il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti.

Quindi il “complotto dei giornali”, dei quali “siamo vittime delle loro menzogne e per confutarle ci siamo trasformati in burocrati rinchiusi nei ministeri mentre Salvini al ministero non ci andava quasi mai”. Premesso questo, il piano futuro è chiaro: “Quello con la Lega è un matrimonio di interesse. Non ho mai pensato a una vera alleanza”. Però a differenza di quanto scrive il Corriere, Il Giornale è sicuro che “Di Battista vuole prendere il posto di Di Maio che dice deve ‘pungolare’, (“C’è chi mi spinge per sostituirlo”), per trovarsi alla fine a sfidare Salvini” chiosa il quotidiano.

Infine, Il Fatto Quotidiano, l’editore del pamphlet, lancia il libro riportando i passaggi salienti del colloquio che Di Battista ha avuto con Marco Travaglio per Loft, la tv del giornale. Tra le novità più stringenti, “ci sono buone possibilità che il governo cada ‘entro la fine dell’estate’, ma se lo farà ‘non sarà per colpa del Movimento 5 Stelle’”. “Fino a qualche settimana fa ero convinto che l’esecutivo sarebbe andato avanti a lungo, ma vedo continue provocazioni da parte della Lega e allora mi faccio qualche domanda. Mi sembra che stiano cercando pretesti per buttare giù il governo e dare la colpa a noi. Dobbiamo mantenere i nervi saldi”.

E Grillo? “’Si fa sentire poco’ fa notare Travaglio. E l’ex deputato replica: ‘Lui voleva questo, lasciare che il Movimento camminasse sulle proprie gambe. Ma l’ho visto tre giorni fa, siamo stati a cena assieme. È molto ottimista, mi ha suggerito di puntare su tematiche legate all’ecologia’. Ma vuole staccare la spina al governo, chiede ancora il direttore del Fatto? ‘No, Beppe è molto soddisfatto dei risultati, è convinto che il lavoro pagherà”.

Quanto al suo futuro? Si impegnerà nel Movimento, tornerà a viaggiare e fare reportage? Lui non lo lascia intendere chiaramente. “Si racconta – scrive il Corriere – che l’ex deputato avesse un accordo con Loft, la piattaforma tv del Fatto, per scrivere reportage dall’India. Ma il viaggio, pluriannunciato, è saltato. ‘L’accordo, ci aveva detto lui stesso — racconta un deputato —, doveva portargli un compenso di 20-25 mila euro al mese. E invece è saltato. Per questo se n’è uscito con questo libro. Per sfruttare l’immagine del Movimento e fare soldi’. Quella del denaro è una voce ricorrente tra i parlamentari, infuriati”. E anche un’ossessione.

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