L’estasi di Isadora



Ai primi del Novecento il nostro Paese, da pochi decenni unificato, amava in teatro i gigantismi coreografici del milanese Luigi Manzotti, che, con messinscene spettacolari forti di centinaia tra danzatrici, mimi e comparse, nonché spesso animali vivi, soddisfaceva il desiderio di un intrattenimento facile, innervato di patriottismo. Fu Gabriele d’Annunzio, in sintonia con quanto di nuovo ferveva nei cenacoli letterari e artistici in Europa, a porre il fantasma della Grecia antica al centro del suo progetto di un’arte scenica nuova … Continua


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