Lega e M5s si sfidano sull’ipotesi di un referendum sulla Tav


Lega e M5s si sfidano sull'ipotesi di un referendum sulla Tav

 Afp


Tav, la manifestazione a Torino




In attesa dei provvedimenti su reddito di cittadinanza e quota cento M5s e Lega duellano sulla Tav. Il partito di via Bellerio cavalca l’onda del Sì alla Torino-Lione e chiede all’alleato una mediazione, affinché non salga sulle barricate. Ma Di Maio, pur non contestando la partecipazione della Lega questa mattina in piazza a Torino, respinge ancora una volta anche l’ipotesi referendum caldeggiata di nuovo da Salvini, anche se poi ‘apre’ alla possibilità che a chiederlo siano i cittadini.

I pentastellati hanno rinviato la discussione del ‘dossier’ ma rischiano di finire nell’angolo soprattutto se la partita Tav dovesse essere giocata in Parlamento. C’è la tentazione soprattutto da parte delle forze d’opposizione di tentare un ‘blitz’ alla Camera e al Senato, presentando per esempio una mozione, con l’obiettivo di ‘spingere’ la Lega a metterci la faccia sull’opera infrastrutturale.

Ma al momento la ‘querelle’ è tutta politica, Di Maio ha ribadito che deve parlare il contratto di governo, non altro. Intende attenersi al contratto anche Salvini nel chiedere a Conte di evitare promesse ai sindaci sul dl dl sicurezza e soprattutto a Avramopoulos sul tema dell’immigrazione. Il premier lunedì vedrà infatti sia l’Anci che il Commissario europeo per le Migrazioni e gli Affari interni. Con quest’ultimo il presidente del Consiglio parlerà degli immigrati della Sea Watch che arriveranno in Italia per essere accolti dalla Chiesa Valdese.

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“Per quanto mi riguarda dopo che dall’Italia saranno partiti i migranti che devono essere ricollocati in Europa”, l’alt imposto dal responsabile del Viminale. Il premier inviterà l’Europa a farsi carico della questione, con lo scopo di scardinare il sistema che prevede una ridistribuzione solo su base volontaria. Anche Salvini incontera’ Avramopoulos ma per ribadire la linea dei porti chiusi.

In settimana potrebbe esserci un vertice di maggioranza per fare il punto soprattutto sulle misure da varare ma restano diversi fronti aperti, anche se su legittima difesa e il tema dei referendum propositivi (con quorum al 25%) i due azionisti dell’esecutivo hanno trovato una sintesi. Sintesi che al momento sulla Tav appare lontana. Alle porte c’è il voto regionale (il 10 febbraio in Abruzzo e il 24 in Sardegna) ma soprattutto l’appuntamento con le Europee di fine maggio.

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