Le scuole dei Tamburi vicino all’ex Ilva di Taranto resteranno chiuse


ilva taranto scuole chiuse

Agf


stabilimento Ilva, Taranto (agf) 


Il Comune di Taranto, con un ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci, ha disposto la chiusura delle scuole Deledda e De Carolis, nel quartiere Tamburi, sino alla fine dell’anno scolastico. Le scuole erano state già chiuse lo scorso 2 marzo per 30 giorni in quanto vicine alle collinette ecologiche ex Ilva, oggi Arcelor Mittal, sequestrate a febbraio dalla Procura della Repubblica per inquinamento dopo un’ispezione di Arpa Puglia e Carabinieri del Noe. 

Con la nuova ordinanza, che sostituisce quella in scadenza, il sindaco dispone che Arpa Puglia prosegua il controllo e il monitoraggio della qualità dell’aria all’interno e all’esterno dei due edifici scolastici, dandone comunicazione all’amministrazione. Per i 708 alunni delle due scuole, continuerà dunque la sistemazione alternativa individuata dal Comune in altri plessi scolastici del rione Tamburi, anche ricorrendo ai doppi turni. Probabile ora che la protesta dei cittadini risalga di tono.

“Si chiudono le scuole ma non la fonte dell’inquinamento”è il loro commento. Il sindaco ha disposto la chiusura delle due scuole per motivi precauzionali e di sicurezza e chiesto, nel contempo, ad Asl Taranto ed Arpa Puglia di chiarire se le collinette, ritrovate piene di inquinanti, costituiscono ancora un pericolo per la popolazione scolastica. “Non me la sento di rischiare con la salute dei più piccoli” aveva detto il sindaco il 2 marzo.

E ancora: “Ai piccoli di questa città dobbiamo chiedere perdono perché negli ultimi decenni non siamo stati in grado di garantire loro sicurezza, salute, una qualità della vita accettabile, forse nemmeno siamo stati in grado di costruire un futuro certo per loro, sebbene alcune cose stiano cambiando. Chiediamo scusa ai nostri piccoli – aveva affermato il sindaco di Taranto – per i disagi che subiscono. Non è sempre facile ricevere dati definitivi, accettabili, distinti, sui rischi che la nostra popolazione corre. Questa città  per fortuna si sta rimettendo in moto. Ci prendiamo i nostri rischi. L’unico che non siamo mai disponibile a prenderci, anche quando residuale come in questo caso, probabilmente, é il rischio che può coinvolgere i nostri bambini”. 

Il 2 marzo il sindaco aveva dato all’Asl Taranto e all’Arpa Puglia 30 giorni di tempo per i nuovi accertamenti. Ma i 30 giorni sono trascorsi e non ci sono, per ora, elementi in grado di far modificare l’ordinanza e decidere sulla riapertura delle due scuole. Arpa Puglia, infatti,  sta effettuando gli accertamenti e Asl Taranto ha comunicato che ci si protrà pronunciare sulla sussistenza o meno di pericolo per la salute umana, solo dopo che sarà stata eseguita la caratterizzazione ambientale delle collinette. Che furono costruite negli anni ‘70 dall’allora Italsider di Stato per creare una barriera contro l’inquinamento della fabbrica e separare così l’acciaieria dalle case dell’attiguo rione Tamburi.

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Una scuola di Taranto

L’indagine dei Carabinieri del Noe e dell’Arpa ha scoperto nella seconda metà del 2018 che le collinette in realtà non avevano alcuna funzione di protezione ecologica ma erano una vera e propria discarica, tra diossina ed altri inquinanti, e di qui il sequestro ordinato dalla Magistratura. 

Che si profilasse una proroga della chiusura delle due scuole, lo aveva fatto intendere due giorni fa anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Francesca Viggiano. Per l’assessore, “la richiesta di accesso alla scuola Deledda formulata da Arpa lo scorso venerdì 22 marzo ci costringe a supporre che, nonostante il monitoraggio continuo assicurato da Arpa, si sia ancora lontani dai risultati delle indagini ordinate proprio ad Arpa dal sindaco Melucci in data 2 marzo. Per tale ragione – annuncia Viggiano – abbiamo inviato una ulteriore nota ad Arpa nella quale formuliamo tutte le richieste, cristallizzate anche nel verbale della riunione tenutasi in Prefettura lo scorso 6 marzo alla quale non sono seguiti fatti rilevanti da parte degli enti preposti. La nota è stata inviata anche alla Asl di Taranto alla quale è stato altresì richiesto di formulare apposita valutazione dello stato di fatto e la opportunità di rimodulare l’ordinanza emessa lo scorso 2 marzo”.

“Vogliamo anche rassicurare le mamme degli alunni che frequentano la scuola primaria di secondo grado – prosegue l’assessore del Comune di Taranto – che la richiesta di trasferimento presso una sede unica anche nel centro cittadino da loro formulata è stata sottoposta ai tecnici delle direzioni competenti che stanno effettuando le opportune verifiche”. “È stato convocato apposito tavolo tecnico con l’istituto scolastico e l’ufficio scolastico provinciale – conclude Viggiano – per concordare e pianificare il prosieguo della attività scolastiche qualora Arpa non dovesse rispettare il termine ordinato dal sindaco Melucci per lo svolgimento delle indagini richieste, in scadenza il prossimo 31 marzo”.

Nel Consiglio comunale tematico sull’ambiente svoltosi lunedì scorso, presente anche il governatore pugliese Michele Emiliano, Arpa Puglia ha spiegato che le attività da fare per le collinette saranno concordate con la Magistratura, essendoci un sequestro, e si vedrà se dovranno essere a carico del proprietario (Ilva in amministrazione straordinaria) o del gestore della fabbrica (Arcelor Mittal). Arpa ha anche aggiunto che, per quanto concerne il monitoraggio della qualità dell’aria, all’esterno delle scuole sarà posizionato un mezzo mobile di controllo in aggiunta alle stazioni di rilevamento già posizionate. 

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