Le prove di dialogo tra Zingaretti e Speranza 


partito democratico articolo 1

Pierpaolo Scavuzzo / AGF 


Nella foto Roberto Speranza, Massimiliano Smeriglio, Nicola Zingaretti 




Il dialogo c’è, Roberto Speranza e Nicola Zingaretti si sentono spesso. Certo, “alleanza” è altra cosa e nemmeno la Costituente o gli Stati Generali per l’alternativa, a seconda che si declini la proposta dal punto di vista dem o di Articolo 1, sarà da considerarsi tale. In ogni caso è un inizio: “Convochiamo in autunno gli Stati generali dell’alternativa”, propone Speranza: “Non una cosa politicista, ma un grande momento per cambiare davvero e riconnetterci con il Paese. È l’occasione per un salto di qualità, a partire dalla centralità della questione sociale che negli ultimi anni ci siamo fatti sfilare dalla destra e dai Cinque stelle. E senza rappresentare la questione sociale la sinistra semplicemente non esiste”.

La proposta è speculare a quella del segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, che all’ultima direzione ha lanciato l’idea di una Costituente per l’Alternativa da tenersi, anche questa, in autunno, a riprova che – per usare le parole di Marina Sereni – tra i due partiti c’è un “sentire comune”. E comune a dem ed ex dem è anche la consapevolezza che, qualunque cosa si faccia, non si tratterà di una sommatoria di partiti. Speranza non vuole operazioni “politiciste”, Zingaretti ha avviato già da tempo un lavoro di tessitura che dovrebbe portare ad una rete formata da forze politiche – +Europa, Democrazia Solidale e, a questo punto, Articolo 1 – e da forze civiche, sociali, territoriali.

“Con Articolo 1 ci si confronta anche sull’azione parlamentare per l’opposizione, ma noi abbiamo bene in mente il tema dell’apertura perché non può esserci solo una somma di partiti, va costruito un nuovo centro sinistra con realtà civiche e culturali, tutto quel mondo che vive con preoccupazione quanto sta accadendo in questi mesi”, spiega Marina Sereni, responsabile Enti Locali della segreteria Pd.

L’unica incognita è rappresentata dal governo. Perché se la Costituente o gli Stati Generali dell’Alternativa avranno luogo in autunno, per allora l’esecutivo potrebbe essere già un ricordo: le fibrillazioni al suo interno sono quotidiane e aumentano ogni giorno di piu’ dal giorno delle elezioni europee. Nel Pd si guarda all’attivismo di Matteo Salvini, vincitore della tornata elettorale, e alle difficoltà di Luigi Di Maio.

Quanto durerà? Zingaretti si tiene pronto per ogni eventualità: il Piano Italia, una sorta di programma sociale ed economico, è di fatto pronto e attende di essere integrato con le idee che il segretario raccoglierà nel corso del suo tour per il Paese. Niente treni, pullman o camper che “qui non c’è un euro da sprecare”, come spiega con un sorriso un dirigente dem, ma incontri mirati con le realtà produttive messe “in ginocchio dalla crisi e da questo governo” e con quelle che “innovano e che resistono”. Se si voterà, poi, l’appuntamento con le urne cadra’ non lontano dalle elezioni regionali che si terranno tra novembre e gennaio.

Insomma, se la situazione dovesse precipitare verso il voto anticipato, costituenti e stati generali potrebbero essere momentaneamente accantonati per procedere con un piano ‘B’. 

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Autore dell'articolo: admin