Le nuove cure per la psoriasi sono gratuite solo per chi è grave, è giusto?


La psoriasi una malattia cronica, dalla quale non si guarisce. Almeno per ora. Negli ultimi anni sono per arrivati nuovi medicinali che hanno consentito di raggiungere un obiettivo prima impensabile: avere la pelle pulita, libera dalle chiazze rossastre e ricoperte di squame (tipiche manifestazioni della patologia) e senza il prurito e l’imbarazzo che spesso le accompagnano. Sono i farmaci biologici, che si somministrano per via endovenosa in ospedale o sottocutanea a casa: portano spesso a miglioramenti rapidi e sono in genere ben tollerati dai pazienti, ma non tutti hanno diritto a riceverli.

Costi elevati

Vengono prescritti solo ai malati con artrite psoriasica o con forme moderatamente gravi o molto gravi di psoriasi, che non abbiano risposto alle terapie standard o per i quali le cure tradizionali siano controindicate — spiega Antonio Costanzo, responsabile della Dermatologia all’Humanitas di Milano e consigliere della Societ Italiana di Dermatologia e Venereologia (SIDeMaST) —. Questo approccio comune sostanzialmente a tutti i Paesi europei ed dettato soprattutto dall’elevato prezzo di questi nuovi medicinali.

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Sperimentazioni solo sui malati pi colpiti

Come accade quasi sempre, per molte patologie diverse, le sperimentazioni di nuovi medicinali si concentrano inizialmente soprattutto sui malati pi gravi o su quelli che non hanno una valida opzione terapeutica. Ci vale anche nel caso dei farmaci biologici per la psoriasi, finora testati e approvati per l’uso soltanto nei pazienti pi gravi, quelli che hanno oltre il 10 per cento della superfice corporea interessata dalle lesioni, oppure un’estensione minore, ma con localizzazioni importanti (viso, mani, pianta dei piedi, area genitale) che hanno un maggiore impatto sulla qualit di vita. Inoltre, secondo le statistiche pi recenti, in circa il 30 per cento dei casi la psoriasi colpisce anche le articolazioni — aggiunge Carlo Francesco Selmi, responsabile della Reumatologia e Immunologia clinica in Humanitas e docente all’Universit di Milano —. Dita a “salsicciotto”, dolore ai tendini di tallone e piedi, articolazioni gonfie e doloranti nonch mal di schiena dopo il riposo sono fra i segni pi tipici dell’artrite psoriasica, una malattia infiammatoria cronica.

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Diagnosi precoce

L’artrite psoriasica colpisce ugualmente uomini e donne e si manifesta generalmente in chi gi soffre di psoriasi, ma possibile che compaia prima delle lesioni. Fare una diagnosi precoce fondamentale perch numerosi studi hanno confermato che iniziare una terapia specifica nei primi mesi impedisce la progressione della malattia, che pu causare deformazione degli arti — prosegue Selmi —. La terapia si basa sugli antinfiammatori, salazopirina e methotrexate. Qualora questi non avessero successo, per controllare dolore e l’avanzare della patologia, indicato l’uso dei biologici o di altri farmaci di precisione. In questi casi la cura (che non va interrotta per molti anni o per tempo indefinito) controlla efficacemente i sintomi, sulla pelle e sulle articolazioni.

Effetti collaterali dei farmaci biologici

Fra i possibili effetti collaterali dei biologici, che vanno ad agire sul sistema immunitario per bloccare l’infiammazione continua che alla base di psoriasi e artrite psoriasica, quello pi frequente il maggiore rischio di contrarre infezioni, che possono andare dalle banali influenze respiratorie fino a quelle pi importanti, come la tubercolosi. L’esperienza ormai decennale nel mondo nell’utilizzo di questi prodotti indica che un adeguato monitoraggio dei malati permette di prevenire e controllare tali eventi sottolinea Selmi. Trattandosi di medicinali immunosoppressori comunque relativamente recenti, vanno ancora ben monitorate le possibili conseguenze a lungo termine visto che la cura potrebbe durare anche tutta la vita.

Estensione prescrizioni bocciata

Ma se la tossicit fosse davvero minima e l’efficacia elevata, non si potrebbe pensare di prescriverla anche alla maggioranza degli psoriasici (circa l’80 per cento) che soffrono di forme lievi e che sono molto spesso insoddisfatti delle cure? La questione stata affrontata anche all’ultimo congresso dell’Accademia Europea di Dermatologia (Eadv): La risposta, per il momento, negativa — dice Costanzo —. Prescrivere biologici a tutti sarebbe come guidare l’ultimo modello di Lamborghini per andare al supermercato a fare la spesa: non ci sono controindicazioni, ma un costo eccessivo s. Tanto pi che per i malati pi lievi abbiamo molte altri trattamenti a disposizione (da quelli topici da mettere direttamente sulle lesioni, ai farmaci sistemici), efficaci e sicuri.

Fototerapia a carico dei malati

Sarebbe invece utile trovare il modo di ampliare in Italia l’offerta della fototerapia — conclude Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore della Dermatologia degli Spedali Civili di Brescia e presidente SIDeMaST —.Tutti i pazienti psoriasici, indipendentemente dall’estensione della malattia sulla pelle, possono essere trattati con questa tecnica e trarne giovamento (con l’esclusione di ristrette categorie). La fototerapia per spesso giudicata scomoda e costosa: il malato paga infatti circa tra 100 e 300 euro di ticket, coprendo quindi cos a sue spese quasi per intero il prezzo effettivo della cura. Mentre questo contributo dovrebbe essere cancellato, visto che un paziente trattato con fototerapia invece che con un farmaco biologico pu far risparmiare al Servizio sanitario una cifra compresa tra i 10mila e i 20mila euro all’anno.

Lampade speciali

La fototerapia prevede l’esposizione dei pazienti a speciali lampade che emettono raggi ultravioletti UVA o UVB, che rallentano il ricambio cellulare accelerato caratteristico della chiazza psoriasica e riducono l’infiammazione.
Le apparecchiature usate a scopo curativo (diverse da quelle abbronzanti) emettono solo la luce pi efficace per curare la psoriasi, eliminando quella pi pericolosa. Inoltre, la fototerapia permette di selezionare le dosi ottimali di radiazioni. Un ciclo di cura — spiega Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore della Dermatologia degli Spedali Civili di Brescia —, che deve essere prescritta dal dermatologo e calibrata sul singolo paziente, dura in media 16 sedute, di tempo variabile da 20 secondi a 5 minuti l’una. E va ripetuto 2-3 volte a settimana. Questo rappresenta (oltre al costo) il problema principale: richiede tempo al paziente e diventa quindi inaccessibile per chi lavora o studia, se non si ha un centro vicino, con orari accessibili e un numero sufficiente di attrezzature.

17 ottobre 2018 (modifica il 17 ottobre 2018 | 16:16)

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