Le nuove accuse contro Facebook riguardano una campagna ai danni di Soros


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ALEX WONG / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP
 


 Mark Zuckerberg




Nuova tegola per Facebook che stenta ancora a riprendersi dallo scandalo di Cambridge Analytica, la violazione dei profili degli utenti e le interferenze di Mosca nelle elezioni. Un’esplosiva indagine del New York Times rivela che il social media ha assoldato una società per screditare l’88enne miliardario e guru della finanza George Soros, che non ha mai risparmiato critiche al colosso del web. “Facebook ha impiegato una società di analisi di orientamento repubblicano, la Definers Public Affairs, per screditare i manifestanti attivisti, in parte collegandoli al finanziere George Soros”, denuncia il Nyt che ha sentito decine di dipendenti, ex dipendenti, politici e altre fonti informate.

La Definers ha pubblicato contenuti di propaganda sulla piattaforma NtkNetwork.com, spesso rilanciata dal sito di estrema destra Breitbart, di cui l’ex capo stratega del presidente Donald Trump, Steve Bannon, è stato presidente esecutivo. La Definers, rimarca il quotidiano della Grande Mela, ha diffuso un report che insinuava collegamenti “tra un ampio movimento anti Facebook” e Soros, già vittima di attacchi anti semiti e di teorie del complotto. L’apice sarebbe stato raggiunto alla vigilia delle elezioni Usa di metà mandato che si sono celebrate lo scorso 6 novembre, quando perfino Trump è arrivato ad accusare Soros di finanziare le carovane di migranti pronte ad ‘invadere’ gli Usa.

La lettera aperta di Soros

Commentando la ricostruzione del New York Times, la fondazione del finanziere ha accusato Facebook di sabotare i valori della democrazia, in una lettera aperta a Sheryl Sandberg, direttrice Operativa di Menlo Park. “Le Open Society Foundations e una vasta gamma di organizzazioni della società civile negli ultimi tre anni sono stati presi di mira da campagne di disinformazione in tutto il mondo. Queste hanno spesso assunto la forma di attacchi su larga scala in rete, effettuati da entità ostili alla libertà di espressione, ai diritti umani e alla democrazia”, si legge nella missiva . “Le ultime rivelazioni dimostrano che un’importante piattaforma digitale non ospita solo campagne di disinformazione ma le sta orchestrando e promuovendo. Questo è troppo. Esortiamo Facebook – si ammonisce – a desistere da azioni ispirate dai nemici della democrazia in tutto il mondo. Facebook dovrebbe aprire un’indagine indipendente su ciò che è avvenuto e pubblicare un rapporto completo al fine di fare luce sulle tecniche che sono state utilizzate nel tentativo di compromettere gli attivisti e George Soros”.

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 (Afp)

 George Soros

Mark Zuckerberg, in una conference call con i giornalisti, si è affrettato a dire: “Ho un incredibile rispetto per Soros”. Il social media ha reso noto di aver tagliato i ponti con la Definers, negando che l’amministratore delegato Mark Zuckerberg e la Sandberg fossero a conoscenza della campagna di fango lanciata contro i nemici del gruppo. “È sbagliato sostenere che noi abbiamo chiesto alla Definers di pagare per articoli o di realizzarli per conto di Facebook per diffondere disinformazione”, ha sottolineato un portavoce. 

Rinviare, negare, sviare

Secondo il Nyt, la strategia di Facebook è quella di “rinviare, negare, sviare”, in situazioni di evidenti difficoltà, oltre ad attaccare in maniera subdola. Dall’inchiesta emerge che Zuckerberg e la Sandberg hanno preferito concentrarsi sulla crescita, ignorando i segnali d’allarme che arrivavano da diverse parti sull’onda del Russiagate a Cambridge Analytica. Poi, quando si sono resi conto che la situazione era fuori controllo, è scattata la strategia del “nascondere tutto”. “In alcuni dei momenti critici negli ultimi tre anni, erano distratti da progetti personali, passavano le decisioni sulla sicurezza e quelle riguardanti la politica a dei sottoposti”, mette in evidenza il New York Times. Facebook si è limitata ad ammette di essere stata lenta nell’affrontare i nodi ma osservando di aver fatto progressi su questo fronte. “È stato un momento difficile per Facebook e tutto il management è stato concentrato ad affrontare i problemi. Stiamo lavorando duro per assicurare che il pubblico trovi i nostri prodotti utili e per assicurare di essere in grado di tutelare la nostra comunità dai cattivi”

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Autore dell'articolo: admin