Le manovre salvavita si imparano ma poi non si mettono in pratica


S: di corsi di rianimazione cardiopolmonare se ne fanno (per fortuna) tanti. Quando per si tratta di passare al dunque e mettere in pratica quanto si appreso, tuttavia, qualcosa non funziona per il verso giusto. Secondo le statistiche internazionali, infatti, oggi solo nel 15% dei casi viene eseguita una rianimazione prima dell’arrivo dei soccorsi. Se la percentuale aumentasse fino al 50-60% si potrebbero salvare 100mila vite ogni anno. Per questo IRC, Italian Resuscitation Council, associazione senza scopo di lucro impegnata in attivit di ricerca medico-scientifica e formazione, lancia dal 15 al 21 ottobre, VIVA! la settimana per la rianimazione cardiopolmonare con incontri e dimostrazioni pratiche in tutta Italia.

Come si fa la rianimazione cardiopolmonare


Le fasi del soccorso – Il malore


Perch la gente si tira indietro di fronte a un arresto cardiaco?

I dati sulle percentuali di chi, di fronte a una persona che crolla a terra, interviene senza andare nel panico perdendo minuti preziosi devono almeno interrogarci. Perch accade tutto questo? Non stiamo facendo abbastanza — risponde Andrea Scapigliati , presidente di Italian Resuscitation Council e dirigente medico dell’Unit operativa di cardioanestesia e terapia intensiva cardiochirurgica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma —. Stiamo facendo molto dal punto di vista legislativo: possiamo essere orgogliosi in Italia di avere messo nero sui bianco certi passaggi con la Legge Balduzzi sui defibrillatori nel mondo sportivo e anche con l’iniziativa dell’insegnamento obbligatorio del primo soccorso a scuola, ancora in fase di decollo. Ma proprio questo ci ha insegnato che tra il dire e il fare c’ di mezzo un mare impetuoso, per cui dobbiamo mettere in pratica quanto previsto dalle normative. Le nuove generazioni si stanno impegnando pi di altre, ma non sufficiente. Stesso discorso per le societ sportive e la Legge Balduzzi:non sappiamo quanti defibrillatori siano installati negli impianti e quante siano le persone formate al loro utilizzo.

In Italia, Leggi all’avanguardia: ma quanto vengono applicate?

Allora si rischia di continuare a fare soltanto teoria? In realt queste iniziative sulla diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare funzionano. Dove il mare viene colmato, la percentuale di persone che si ferma a soccorrere aumentata — sottolinea Scapigliati —. E non parlo soltanto di realt come la Danimarca, che ormai ha fatto scuola, ma anche nel Regno Unito dove la percentuale di rianimazione cardiopolmonare eseguita da chi assiste a un malore di oltre il 40%. E aggiunge Stiamo lavorando nella direzione giusta, ma ancora non riusciamo a coprire tutto. La bassa sopravvivenza dei pazienti colpiti da un arresto cardiaco dovuta al fatto che la maggior parte degli episodi avviene in presenza di testimoni, non in luoghi pubblici.ma a casa. I famigliari finiscono nel panico, non hanno a disposizione il defibrillatore e magari non c’ un’altra persona presente che possa intervenire in modo distaccato. Gli stessi defibrillatori dovrebbero essere percepiti come qualcosa di pi amichevole e meno inquietante: Irc sta pensando a come potere consigliare alle istituzioni modalit per rendere meno complesso usare il defibrillatore nel caso si trovasse ad assistere a un arresto cardiaco .

La Giornata mondiale e l’iniziativa al Colosseo

Il 16 ottobre da quest’anno il World Restart A Heart Day cio la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’arresto cardiaco con il patrocinio dell’Organizzazione Mondiale della Sanit e iniziative in tutto il mondo. In questa giornata, insieme ai volontari della Fondazione Giorgio Castelli che ha formato alla rianimazione cardiopolmonare gli addetti del Parco Archeologico del Colosseo a Roma, Italian Resuscitation Council inviter ad imparare le manovre salvavita con postazioni e dimostrazioni pratiche nella cornice dell’Anfiteatro Flavio utilizzando anche una nuova tecnologia: attraverso un caschetto per la realt virtuale e sensori per le mani collegati a un computer, sar possibile simulare in 3D e in modo realistico una corretta procedura di rianimazione. Vogliamo anche quest’anno attrarre l’attenzione per spiegare come alcune semplici azioni, eseguibili da chiunque, possono salvare la vita di chi colpito da arresto cardiaco — dice il presidente di Irc —. Per questo la nostra associazione molto impegnata nella formazione e nella divulgazione: solo nell’ultimo anno abbiamo realizzato oltre 10mila corsi di formazione rivolti a quasi 130mila partecipanti tra operatori sanitari e persone comuni con particolare attenzione al mondo della scuola. Si stima che ogni anno circa 400mila persone in Europa, 60mila in Italia perdano la vita per arresto cardiaco improvviso; molte di loro avrebbero maggiori possibilit di salvezza se soccorse tempestivamente e adeguatamente nei primissimi minuti successivi alla perdita di circolazione. Se chi assiste all’arresto cardiaco iniziasse la rianimazione cardiopolmonare prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilit di sopravvivenza aumenterebbero di 2-3 volte.

La realt virtuale per imparare

Per favorire la diffusione delle manovre salvavita, cio il massaggio cardiaco, le ventilazioni di soccorso e la defibrillazione precoce, IRC ha creato un nuovo strumento che utilizza la realt virtuale (Virtual Reality CPR #VRCPR) indirizzato non solo agli operatori sanitari ma anche alla gente comune e agli alunni delle scuole. Indossando il caschetto della realt virtuale collegato a un computer possibile infatti simulare un primo soccorso su una vittima di arresto cardiaco. Questo nuovo approccio stato presentato dai ricercatori di IRC al congresso Nuove tecnologie in rianimazione organizzato tra il 20 e il 22 settembre scorsi a Bologna dallo European Resuscitation Council. Al congresso, a cui hanno partecipato oltre 1.300 delegati da oltre 50 Paesi di tutto il mondo, si discusso anche di altre novit scientifiche come lo studio sull’utilizzo dell’adrenalina condotto in Inghilterra su oltre 8mila persone colpite da arresto cardiaco al di fuori dell’ospedale che ha indicato come l’adrenalina aumenti la sopravvivenza a breve termine ma non quella oltre i trenta giorni, facendo crescere il numero di pazienti con condizioni neurologiche molto compromesse. IRC (Italian Resuscitation Council) – Gruppo italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, nasce nell’ottobre del 1994 con lo scopo primario di diffondere la cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia. L’Associazione coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera. L’attivit di IRC si integra con quella di analoghe Associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella di European Resuscitation Council.

11 ottobre 2018 (modifica il 11 ottobre 2018 | 15:45)

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Autore dell'articolo: admin