Le donne con mal di testa hanno meno probabilità di avere il diabete


Non tutti i mali vengono per nuocere. Per esempio il mal di testa, quantomeno nelle signore di una certa et, sembra tener lontano il diabete di tipo 2, quello dove non c’ una carente produzione di insulina (come nel tipo 1), ma solo una ridotta sensibilit a tale ormone, cio una insulino-resistenza, alterazione spesso presente anche nelle persone in sovrappeso o obese. Lo afferma un ampio studio, pubblicato su Jama Neurology, condotto da ricercatori delle Universit di Parigi e Berlino, diretti da Fabrice Bonnet e Guy Fagherazzi. Gli autori hanno preso in esame quasi 100mila donne nate fra il 1925 e il 1950, ricavandone i dati dallo studio epidemiologico E3N (Etude Epidmiologique Auprs des Femmes de la Mutuelle Gnrale de l’Education Nationale) in corso in Francia dal 1990 per la valutazione del diabete.

Lo studio

Al gigantesco database iniziale sono stati aggiunti i dati ricavati da otto questionari compilati dal 1992 al 2011 con cadenza annuale o biannuale, grazie ai quali le donne arruolate nello studio sono state divise in tre categorie: nessuna storia di emicrania, emicrania in corso e emicrania nell’anno precedente. Trattandosi di un’autovalutazione fornita dalle pazienti l’attendibilit delle risposte stata verificata incrociando i dati del Servizio sanitario francese per vedere se avevamo effetto uso di antiemicranici, una procedura usata anche nell’E3N per verificare l’uso di antidiabetici. Nel mal di testa una limitazione procedurale riguarda l’impiego di farmaci da banco, perch gli analgesici di cui spesso purtroppo abusano questi pazienti non vengono registrati dal Servizio sanitario in quanto non rimborsabili. Gli autori dello studio hanno comunque ritenuto il problema non fondamentale e ininfluente dal punto di vista statistico, considerata la grande quantit di dati ricavati dalle partecipanti: 74.247 donne hanno completato i questionari.

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L’analisi dei dati

L’analisi dei dati ha indicato una riduzione lineare della prevalenza di emicrania prima dell’esordio di diabete indicando, quantomeno nelle donne, un legame fra mal di testa e iperglicemia. Una limitazione ammessa dagli stessi autori deriva dall’aver esaminato prevalentemente donne in menopausa, che avevano cio un’et in cui di norma la glicemia tende naturalmente a salire (mentre l’emicrania tende a calare), ma poter tracciare l’andamento e soprattutto la riduzione della frequenza degli attacchi emicranici in soggetti a rischio di diabete come quelli obesi pu diventare un marker di prediabete. In altri termini, se in un’emicranica obesa gli attacchi si riducono c’ il rischio che stia sviluppando diabete, mentre se l’emicrania non si riduce il rischio di diabete si mantiene basso. Negli anni che precedono l’esordio del diabete si verifica un progressivo aumento dell’iperglicemia e quando la diagnosi di diabete arriva c’ una riduzione dell’emicrania: gli autori hanno riportato una prevalenza di emicrania del 22% che passa poi all’11%, per mantenersi fino a 22 anni dopo entro valori sempre compresi fra il 10 e l’11%. Ci sarebbe dunque un’associazione inversa fra emicrania e diabete di tipo 2, ma i fattori biologici che stanno alla base di questo meccanismo sono ancora da spiegare.

Legame tra obesit e mal di testa

Forse la chiave di volta l’insulino-resistenza che caratterizza sia il diabete 2, sia il sovrappeso e l’obesit: due anni fa sull’Italian Journal of Pediatrics, in una revisione di studi precedenti sui legami fra emicrania e obesit nel bambino, i ricercatori delle Universit del Sacro Cuore di Roma e dell’Aquila, diretti da Giovanni Farello, indicavano come un intervento sugli stili di vita costituisca un’ottima strategia terapeutica per l’emicrania che colpisce due volte e mezza di pi i bambini in sovrappeso e da tre a cinque volte in pi le bambine obese. L’insulino-resistenza legata all’obesit sarebbe un fattore di rischio per l’emicrania cronica pi che per quella episodica e ci, concludevano gli autori, depone per l’importanza di un miglioramento del controllo metabolico tramite una correzione del BMI (Body Mass Index, cio l’indice di massa corporea) per ridurre la frequenza degli attacchi emicranici. In questo modo si possono ridurre sia gli attacchi di emicrania che il rischio di diabete e, anche se i meccanismi biologici del bambino non sono gli stessi delle donne in menopausa, un miglioramento degli stili di vita da raccomandare anche a queste ultime.

18 febbraio 2019 (modifica il 19 febbraio 2019 | 09:21)

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Autore dell'articolo: admin