Le condizioni dell’Europa per un nuovo rinvio della Brexit


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David Cliff / NurPhoto 


Un manifestante anti-Brexit




L’Unione europea pone le sue condizioni per un ulteriore rinvio della Brexit: è pronta a concedere una proroga, ma durante questo periodo il Regno Unito deve “astenersi da qualsiasi misura che possa mettere a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione”.

Al Vertice straordinario dei capi di Stato e di governo Ue i leader devono decidere in maniera unanime la concessione di un rinvio per evitare l’uscita del Regno Unito senza accordo e sono ancora divisi tra chi vuole più fermezza con Londra, come la Francia, e chi è più moderato, come Berlino. Secondo la bozza della dichiarazione finale, la proroga dovrebbe durare “il tempo necessario”, ma essere limitata a una data su cui tuttavia non c’è ancora accordo. E intanto l’Ue mette i paletti.

La premier britannica, Theresa May, è andata in pellegrinaggio a Berlino e Parigi. Il suo tentativo di ottenere una proroga breve è fallito e ora l’Ue si aspetta che la Gran Bretagna rimanga nel blocco almeno fino al 31 dicembre. Il suo minigiro è partito da Berlino e si è concluso senza dichiarazioni ufficiali. Una fonte ha fatto sapere che Angela Merkel ritiene che sia possibile un’estensione del rinvio fino alla fine del 2019 o all’inizio del 2020.

Neppure a Parigi, al termine dell’incontro con il presidente Emmanuel Macron, ci sono state dichiarazioni ufficiali; ma la Francia, hanno fatto sapere fonti dell’Eliseo, ritiene che una proroga di un anno sia “troppo lunga”. Ma se May non vorrà incassare l’ennesimo no al vertice straordinario a Bruxelles, Londra dovrà accettare di non avere più voce nelle trattative sul budget e sul commercio finché non sarà concluso il processo di uscita. 

Intanto la Camera dei Comuni ha approvato la proposta per il rinvio al 30 giugno della Brexit. L’accordo negoziato da May con Bruxelles è stato bocciato già tre volte dal Parlamento britannico, ma il governo e l’opposizione laburista stanno cercando un piano alternativo. Finora i colloqui tra Tory e Labour non hanno portato ad un compromesso e ora sono sospesi, riprenderanno dopo il vertice Ue.

Il capo negoziatore Ue, Michel Barnier, ha osservato che un accordo tra conservatori e laburisti darebbe un senso al rinvio e che da questo dialogo può nascere una richiesta per forgiare una relazione futura più stretta: l’Ue è “pronta” – ha detto- a integrare la richiesta di un’unione doganale, una modifica che entrerebbe nel documento politico che accompagna il trattato di uscita dall’Ue.

E adesso Londra si prepara a partecipare alle elezioni europee del 23 maggio. Solo il mese scorso, la premier aveva detto che sarebbe stato “inaccettabile” prendere parte al voto dopo che il referendum aveva deciso l’uscita. È comunque la conferma che la Gran Bretagna si prepara a un rinvio, probabilmente fino alla fine dell’anno.

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