Le condizioni che possono portare alla caduta del governo, secondo Di Battista padre


Le condizioni che possono portare alla caduta del governo, secondo Di Battista padre

 (Facebook)


 Vittorio Di Battista




Anche lui irride “i volti, le messe in piega, i lifting, i fili di perle ostentati e le panze dei dimostranti pariolini contro Virginia Raggi”, e anche “i titoloni dei giornali borghesi e conservatori, le speculazioni false e ripetute dei programmi televisivi che attaccano a testa bassa il Movimento” per tornare a dire che tutto questo obbliga “ad una reazione”.

E siccome “pure quei poveri di spirito di ‘Quelli che il Calcio’, tra una autorete ed un rigore negato, ci prendono per il c…”, Vittorio Di Battista avverte che “la rivoluzione gentile è una martellata sulle palle nostre e degli italiani per bene” e striglia i vertici M5s, ora forza di governo: “Crimi, hai rotto con la tua inerzia. Toninelli, hai rotto con la tua titubanza. Bonafede, hai rotto con le tue NON riforme. Luigi, hai …(non lo scrivo per amicizia) con la tua prudenza. Alla guerra totale si DEVE rispondere con la guerra totale. Non c’è scritto nel Contratto di Governo? Tanti c…., continuando cosi non ci sarà piu il Governo e non perché lo decideremo noi. E noi lo faremo cadere a precise condizioni”, scrive ancora su Facebook il padre di Alessandro Di Battista.

“Cadrà se si farà la TAV, il Terzo valico, la Pedemontana. Cadrà – rincara – se non si cambieranno i direttori di canale e quelli dei telegiornali. Cadrà se si aiuteranno le banche. Cadrà se il taglio delle pensioni d’oro si trasformerà in ‘contributo’ a tempo determinato. Cadrà se verranno disconosciuti i diritti dei lavoratori e non attuate le richieste dei cittadini. Cadra’ se non passasse la patrimoniale a carico dei ‘più fortunati'”.

“Sono ‘uno’ e valgo solo per uno. Io, sono solo io e parlo per me. Io, sono solo io e parlo per me, mi sono rotto i coglioni”, sbotta in finale. In tempo reale, la replica a Luigi Di Maio sulla “testuggine”: “Luigi, non rinnego quanto ho scritto prima.
Per vincere bisogna combattere e per combattere, i vessilliferi debbono marciare avanti alla testuggine, più decisi dei soldati che seguono, con fermezza, con cattiveria e con gli obiettivi ben individuati. Noi siamo i soldati ma tu sei il Vessillifero. Forza, senza timore…”. 

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