‘Le colpe dei padri non ricadano sui figli’, ma la Bibbia vale in politica? 


'Le colpe dei padri non ricadano sui figli', ma la Bibbia vale in politica? 

Cristiano Minichiello / AGF 


 Matteo Renzi ospite di Porta a Porta. Sul maxischermo, Luigi Di Maio




“Le colpe dei padri non ricadano sui figli”. Oppure sì? La citazione biblica si presta a interpretazioni, visto che in alcuni testi (Esodo 20,5, Leviatano 26,39 e Isaia 14,21) si afferma che “la colpa dei padri deve ricadere sui figli” e in altri (Deuteronomio 24,16 e Ezechiele 18,20) si sostiene l’esatto contrario.

Se la disputa si sposta nel dibattito politico, però, ci si trova tutti concordi: No, le colpe dei padri non possono ricadere sui figli. Nel recente passato, i casi Consip e Banca Etruria hanno messo al centro delle cronache, rispettivamente, il papà dell’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e quello del suo ministro, Maria Elena Boschi. C’è stato poi un caso più politico, quello del papà di Alessandro Di Battista, esponente di spicco del M5s con un approccio internazionalista e terzomondista alla politica.

Tutto il contrario del babbo che, orgogliosamente, rivendica radici che affondano nell’estrema destra del Movimento Sociale Italiano. Il turno, ora, è del capo politico del M5s, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico nonché vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio.

L’inchiesta de Le Iene su Di Maio padre

Una inchiesta delle Iene ha puntato la lente sull’attività di imprenditore edile di Di Maio senior, con un testimone (Salvatore Pizzo, concittadino di Pomigliano d’Arco) che racconta di aver lavorato “in nero” dal 2009 al 2010 nell’azienda edile che da trent’anni porta avanti il padre di Luigi, Antonio.

Il ministro si dichiara all’oscuro di tutto, promette che verificherà quanto trasmesso dalle Iene. Intanto però il caso è aperto e fa riemergere il ricordo della campagna politica del Movimento 5 Stelle contro i papà di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi. I quali, non a caso, sono i primi ad intervenire per ricordare al ministro il trattamento ricevuto: “Sono anche convinto che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli e questo lo dico da sempre, a differenza di Di Maio che se ne è accorto adesso”, scrive l’ex presidente del Consiglio su Facebook.

“Ma non riesco a far finta di nulla. Non ce la faccio. Rivedo il fango gettato addosso a mio padre. Rivedo la sua vita distrutta dalla campagna d’odio dei 5 stelle e della Lega. Rivedo un uomo onesto schiacciato dall’aggressione social coordinata da professionisti del linciaggio mediatico”. Nessuna tentazione di ripagare il M5s “con la stessa moneta”, assicura Renzi, “ma prima di fare post contriti su Facebook chiedano almeno perdono alla mia famiglia per tutta la violenza verbale di questi anni. Se Di Maio vuole essere credibile nelle sue spiegazioni prima di tutto si scusi con mio padre e con le persone che ha contribuito a rovinare”.

La reazione di Renzi e Boschi

Sempre su Facebook interviene anche Renzi senior invitando tutti a non accostare il suo nome a quello del papà del ministro in carica: “Chiedo cortesemente di non essere accostato a personaggi come il signor Antonio Di Maio. Io non ho mai avuto incidenti sul lavoro in azienda e se si fossero verificati mi sarei preoccupato di curare il ferito nel miglior ospedale, non di nascondere il problema”.

Maria Elena Boschi vorrebbe guardare negli occhi Antonio Di Maio, padre di Luigi, per poter dire: “Caro signor Di Maio, le auguro di non vivere mai quello che suo figlio e gli amici di suo figlio hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia”. Parole che Boschi affida a un video che si fa più duro nei toni ad ogni minuto che passa: “Le auguro di dormire sonni tranquilli, e di non sapere mai cos’è il sentimento di odio che è stato scaricato addosso a me e ai miei. Di non sapere mai che cos’è il fango dell’ingiustizia che ti può essere gettato contro perché il fango fa schifo come fa schifo la campagna di fake news su cui il M5s ha fondato il proprio consenso. Continuo a far politica solo per la mia nipotina, perchè possa sapere che la sua è una famiglia di persone per bene. Le auguro signor Di Maio di poter dire lo stesso della sua, anche se mi rendo conto che ogni giorno che passa per voi diventa più difficile”.

Il Movimento 5 stelle affida al senatore Primo Di Nicola la risposta al Pd: “Ormai Renzi e Boschi fanno tenerezza. Stamattina si sono svegliati e, non avendo di meglio di fare, hanno attaccato Luigi di Maio per una storia che nulla c’entra con vicende ben più gravi che vedono come protagonisti i loro parenti e amici”. E un altro parlamentare grillino, Francesco Silvestri, invita a leggere le carte: “Il padre di Renzi – e il suo braccio destro Lotti – sono tutt’ora indagati nell’inchiesta Consip. Il Pd ha partorito ministri come la Boschi e il suo vergognoso ‘salva banche’, un decreto che potremmo definire ‘salva papà’, dato che evitò il fallimento di Banca Etruria”. E il dibattito potrebbe spostarsi presto dai social network alle Aule del Parlamento vista la richiesta arrivata dal Pd a Di Maio perché il ministro riferisca al più presto alle Camere.

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Autore dell'articolo: admin